AGID e BLOCKCHAIN: nell’era Age of Experience propongono le linee guida per l’uso del protocollo in Italia

AGID e BLOCKCHAIN: nell’era Age of Experience propongono le linee guida per l’uso del protocollo in Italia

Con l’ingresso nel nuovo decennio molte aziende e multinazionali della tecnologia mobile si sono dati appuntamenti al CES 2020 di Las Vegas per presentare modelli di sviluppo tecnologico per gli anni che verranno: un periodo chiamato dagli operatori del settore come l’Age of Experience  in cui vedremo uno sviluppo costante di tecnologie in grado di soddisfare le esigenze grazie alla conoscenza e alla comprensione degli utenti sfumando di fatto i confini tra il mondo digitale e quello fisico.

In Italia l’Agenzia per l’Italia Digitale che deve provvedere a questo processo di digitalizzazione e innovazione del nostro Paese ha accelerato l’elaborazione degli standard tecnici e dei requisiti per le tecnologie basate su registri distribuiti. Le regole serviranno a rendere operativi gli smart contracts così come previsto dal decreto Semplificazioni del 2019.

In arrivo le linee guida Agid sulla blockchain. E’ pronto il provvedimento contenente gli standard tecnici e i requisiti delle tecnologie basate su registri distribuiti, così come previsto dal decreto Semplificazioni del febbraio 2019 convertito in legge.

La norma stabiliva che spettasse all’Agenzia per l’Italia digitale, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge e dunque  entro maggio 2019, pubblicare le regole tecniche. Regole che però non erano state varate per tempo. In questi mesi il processo ha subito una forte accelerazione.

Le linee guida Agid sono cruciali per rendere operativi gli smart contracts, istituto introdotto appunto dal Dl Semplificazioni che riconosce a questi un valore legale parificandoli, in molti casi, agli accordi redatti in cartaceo.

Si definisce smart contract un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse – si legge nel testo – Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’Agenzia per l’Italia Digitale con linee guida da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge”.

In pratica le regole dell’Agenzia stabiliscono gli standard tecnici che i protocolli di comunicazione blockchain devono rispettare per produrre gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica, in coerenza con la normativa europea e nazionale così come le procedure di identificazione delle parti interessate da uno smart contracts.

La nuova governance che riguarda la digitalizzazione e l’innovazione rende ordinario quello che prima era straordinario Si è creato un ministro e il commissario straordinario per la Digitalizzazione è entrato a far parte di un Dipartimento insieme al Team di trasformazione digitale; si è creata una nuova società, che si chiama PagoPa spa e nel 2020 saranno create varie task force utili per il coordinamento di alcune tematiche, sia in campo di trasformazione digitale che di innovazione. Una prima task force sarà creata e rappresentata dai rappresentanti dei ministeri e delle Pubbliche amministrazioni locali.

Un “neo” però c’è ed è quello delle risorse che rischiano di non essere sufficienti per realizzare il piano del governo. Nel ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione sono state selezionate 40 persone con un alto livello di competenze. Ma 40 persone non sono sufficienti per la trasformazione su digitale e innovazione che ci attende. L’obiettivo è quello di creare una squadra con più soggetti al suo interno, ma è anche quello di fare rete e mettere in relazione tutti quei soggetti pubblici e privati che possono aiutarci a creare e diffondere innovazione e digitalizzazione.

Noi di ROMAGNACHAIN ci proponiamo come centro di interoperabilità della Romagna per supportare le cooperative dell’agrifood in questo processo di trasformazione digitale, che passa attraverso la blockchain e intelligenza artificiale.

L’ALGORITMO DELLA FIDUCIA CON MADE.IT

Con il protocollo blockchain il registro del consenso diventa pubblico, in modo da poter permettere di compiere transazioni in tutta sicurezza, con più soggetti, ma senza la necessità di intermediari, quindi il protocollo blockchain sopperisce con la matematica e la tecnologia alla mancanza di fiducia reciproca.

Esiste solo un registro sul quale c’è scritto a chi appartiene e chi lo tiene in custodia. La gestione di quel registro è il punto chiave. Per mezzo della trascrizione di proprietà sul registro si conferiscono i titoli ai soggetti e tutto ciò consente ai mercati complessi di funzionare. Queste primitive necessità, la moneta e la trascrizione, hanno percorso tutta la nostra storia economica congiungendosi per mezzo delle banche.

Finora il sistema bancario ha mantenuto il potere per le monete fiat, da qui in avanti esiste anche un altro registro, la blockchain. Si tratta di un registro permanente del consenso che abbiamo raggiunto sullo status di un asset. È un marcatore temporale, quindi è solo una conseguenza del precedente, e ben più importante, consenso. Qui c’è scritta la relazione tra il proprietario e l’asset (se lo possiede o controlla, se ha l’accesso ecc.)

Nel suo libro Massimo Chiriatti, #HUMANLESS – l’algoritmo egoista – ribadisce che l’uomo ha la possibilità di truccare il sistema perché i suoi incentivi sono allineati ai suoi interessi, non al sistema. Può farlo perché non è difficile, può inventare qualsiasi stratagemma, fino a quando gli altri soggetti o enti regolatori non lo scoprono. Solo se lo scoprono, inizia un percorso di erosione della fiducia e eventuale sanzione e esclusione. A quel punto scatta un meccanismo perverso di reazione uguale e contraria, così si rende il sistema sempre più complicato e insicuro. Da qui le dispute nei tribunali e le ricompense per chi è raggiunto da un “avviso di garanzia” e dopo alcuni anni di dispute il reato……”cade in prescrizione”.

Con il protocollo blockchain il registro del consenso si rende pubblico, fuori dal perimetro aziendale, per fare transazioni in sicurezza con più soggetti senza intermediari. Dato che all’interno dell’azienda il meccanismo di coordinamento è la gerarchia, non è possibile “esportare la gerarchia” in una rete tra partner quando si utilizza il protocollo blockchain.

Per questo c’è bisogno di un consenso che richiede un lavoro – lungo e costoso – ma facilmente verificabile per accettarsi che nessuno tenti di modificarlo a suo vantaggio. Non è uno spreco di risorse di tempo ed energia, perché anche le chiavi per le serrature e le inferriate per il mondo fisico, e il firewall e gli antivirus per il mondo digitale, sarebbero uno spreco.

Per questo l’umanità ha speso sempre enormi risorse economiche, e che concorrono a far crescere il PIL, solo per proteggersi da se stessa. Tutte queste ingenti risorse sono dovute solo alla mancanza di fiducia reciproca. E con l’uso del protocollo blockchain saremo obbligati a comportarci in modo onesto: sarà attivato un vero e proprio algoritmo della fiducia.Uno dei primi esperimenti per testare questo processo rivoluzionario a livello nazionale è Il progetto Made.IT è una delle azioni di “Italia 2025”, la strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione in Italia. Made.IT è un marchio per contraddistinguere le aziende tech e digitali italiane, che include un programma di sostegno e promozione per le startup e le piccole e medie imprese come ROMAGNACHAIN.

L’obiettivo del progetto è rendere più semplice l’innovazione in Italia, aiutando le aziende che si occupano di innovazione e tecnologia a trovare terreno fertile per trasformare le proprie idee in imprese di successo. Questo vuol dire selezionare idee valide, in ambiti strategici come intelligenza artificialecyber securityroboticamobilità autonoma, e sostenerle con un programma di crescita e promozione.

Il progetto Made.IT è un’iniziativa del Ministro per l’innovazione e la trasformazione digitale, in collaborazione con il Ministero per lo sviluppo economico, il Ministero degli affari esteri e l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il Ministro per l’innovazione, nel dettaglio, si occupa di coordinare e promuovere il progetto Made.IT:

  • coordinando la selezione delle idee e delle imprese innovative che potranno aderire al programma;
  • creando un logo e un sito dedicato al programma, e una serie di eventi e iniziative di marketing per la promozione del marchio Made.IT e delle aziende aderenti;
  • mettendo a disposizione un team di esperti a supporto delle startup che aderiscono, per garantire le competenze tecniche necessarie per lo sviluppo delle idee di impresa;
  • facilitando l’accesso ai fondi per l’innovazione nazionali e europei;
  • creando un ambiente favorevole all’innovazione (es. diritto a innovare; innovazione bene comune);
  • coordinandosi con altri soggetti istituzionali per l’attuazione di alcune attività speciali legate al progetto (es. “ambasciatori del Made.IT presso gli altri ministeri, o la procedura di Visa semplificata per esigenze di innovazione, in accordo con il Ministero per lo sviluppo economico”).

 Vantaggi per le imprese italiane

Made.IT è rivolto alle startup e alle piccole e medie imprese che si occupano di tecnologia e innovazione, valutate sulla base di criteri oggettivi di performance e di potenziale di crescita. A questi soggetti innovatori, il progetto mette a disposizione:

  • un programma di accompagnamento, per rendere più facile il passaggio da un’idea innovativa a un progetto di impresa nel settore tech, attraverso l’accesso ai fondi per l’innovazione e allo know how;
  • un programma di comunicazione e distribuzione, basato sul brand Made.IT, che garantisca a queste iniziative un valore aggiunto e un affaccio sul mercato nazionale e internazionale.

L’accesso al programma è subordinato ad alcune condizioni:

  • la proprietà intellettuale delle idee supportate deve essere in Italia;
  • la società proponente deve avere sede in Italia, e non può essere ceduta ad aziende esterne alla comunità europea;
  • la tecnologia deve essere sviluppata con un approccio etico, e deve avere un impatto sociale e ambientale positivo.

ROMAGNACHAIN sviluppa con un approccio etico e cooperativo idee che hanno un impatto sociale positivo: #IMPACTBLOCKCHAIN è una di queste.

#MID2025 #IMPACTBLOCKAHIN #MADEIT #ROMAGNACHAIN #BLOCKCHAIN

QUESTO PAESE HA BISOGNO DI RECUPERARE “BUONA POLITICA” – Teresa Bellanova [2020]

Non è una nostra frase, è una dichiarazione del Ministro dell’Agricoltura del Parlamento Italiano 2020 Teresa Bellanova 

«O lavoravi nei campi o imparavi a cucire, se non avevi la fortuna di poter andare a scuola». Lei a scuola ci è andata fino alla terza media, poi ha iniziato a lavorare, dopo aver sempre frequentato la sezione locale del Pci assieme a suo padre, comunista.

Nei campi c’era chi soccombeva e chi combatteva: «Io, all’epoca, ho avuto la fortuna di combattere. Provammo a dare alle donne la possibilità di lavorare nei campi in modo più dignitoso, specie con la gestione del trasporto. Facemmo l’esperienza dell’autogestione. E facemmo saltare i nervi ai caporali perché capivano che potevano essere superflui. All’epoca la violenza fu tremenda», ha raccontato tempo fa.

Bellanova ha spesso rivendicato il suo passato: nello scorso mese di aprile, rispondendo a una affermazione di Luigi Di Maio (oggi suo “collega” nel governo giallorosso) aveva scritto virtulmnete sul profilo Twitter: «Ho fatto la bracciante. Ho lavorato per una vita accanto ai lavoratori più umili battendomi x i diritti delle persone. Da #DiMaio non me la faccio attaccare l’etichetta “gente da salotto”. Provasse lui a dimostrare competenza invece di offendere. Per una volta provasse a lavorare».

Lavoro è una parola a cui tiene tantissimo. L’ha usata in molti suoi interventi pubblici e nella sua biografia di Twitter si legge: «La mia bibbia è l’Art.1 della Costituzione».

E’ lo stesso Ministro dell’agricoltura che nel corso del convegno a Foggia su AGRIFOOD BLOCKCHAIN E TRACCIABILITA’ ha dichiarato che per l’Italia e i suoi imprenditori  agricoli “La blockchain rappresenta un’opportunità importante per il settore agroalimentare”

“Non a caso nella Legge di Bilancio è citata solo in relazione all’agricoltura e all’agroalimentare. Un segnale importante, come lo è il fatto che anche il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), stia lavorando su questo strumento, sul versante della ricerca delle soluzioni adatte alle colture e ai prodotti tipici del made in Italy”. 

In realtà, anche il Ministero per lo Sviluppo Economico italiano è al lavoro e anzi ha già presentato un progetto blockchain per la tutela del made in Italy nel settore tessile. L’intenzione della ministro Bellanova è quella di far collaborare i due Ministeri:

“Vogliamo lavorare insieme al Ministero dello Sviluppo Economico per sperimentare le potenzialità della Blockchain per assicurare tracciabilità delle nostre produzioni, avvicinare consumatori a produttori rendendo trasparente ogni passaggio”.

Nel suo intervento l’esponente del governo italiano ha delineato gli obiettivi dell’uso della blockchain nella filiera agroalimentare:

“La blockchain è uno strumento importante e, nel contesto più ampio dell’innovazione in agricoltura, va utilizzato al meglio per raggiungere i veri obiettivi che sono la valorizzazione del reddito degli agricoltori, la massima informazione dei cittadini, la sostenibilità economica, sociale, ambientale”.

La blockchain potrebbe essere una risposta importante per tutti quei cittadini e consumatori che chiedono maggiore sicurezza alimentare, tracciabilità, trasparenza e in definitiva una maggiore chiarezza sulla provenienza del cibo che finisce in tavola. In questo contesto la tecnologia blockchain può diventare un importante alleato, volto a tutelare i consumatori e i prodotti italiani. 

Nel corso del convegno è stato ribadito proprio questo: la sicurezza alimentare è un diritto dei consumatori. Pertanto per garantirla sembra evidente che il governo italiano si affiderà alla blockchain con l’obiettivo di andare verso quella che è stata definita “Agricoltura 4.0” e cioè un sistema fatto di ricerca, innovazione, informazione trasparente, sicurezza alimentare e sostenibilità. 

Noi di ROMAGNACHAIN non amiamo gli annunci ci basiamo sui dati e il fascicolo completo sulla situazione comparto agricolo italiano 2018 ha designato un panorama agritech italiano a dir poco “arretrato” e da allora in un anno non è cambiato molto. Il Piano nazionale prevenzione agricoltura e silvicoltura non ha ottenuto gli obiettivi sperati.

Nel settore agro forestale, a fronte di una sempre più marcata innovazione tecnologica delle caratteristiche operative e dell’incremento della meccanizzazione, si assiste a un non corrispondente sviluppo dei livelli di sicurezza applicati alle macchine. La situazione è rappresentata dagli indici di pericolosità che risultano molto elevati, ponendo il settore fra quelli a maggior rischio di infortuni e malattie professionali.

In questo 2020 siamo convinti che le applicazioni e POC su protocollo blockchain integrati con l’automazione, intelligenza artificiale e agricoltura di precisione potranno migliorare le condizioni di lavoro e lo sviluppo di un comparto agricolo italiano molto arretrato rispetto ai paesi della Comunità Europea.

#MADEINTALY #BLOCKCHAIN #AGRICOLTURA #MINISTERO

ITALIA SMART NATION NEL 2020?

Milano è fra gli hub europei più finanziati
In uno scenario che si presenta quindi assai dinamico, pur non mancando ostacoli come la mancanza di coesione tra i governi europei e la comunità tecnologica, l’Italia gioca finalmente un ruolo da protagonista. Stando al rapporto, infatti, il nostro Paese ha registrato investimenti per oltre 450 milioni di euro nel corso del 2019, segnando una crescita del 23% rispetto all’anno precedente; la nostra città più importante in ambito tech, e cioè Milano, si è inoltre classificata tra i primi 20 hub europei per finanziamenti ricevuti, per un totale di 270 milioni di euro. Detto questo, e veniamo alle dolenti note, il ritardo del nostro ecosistema rispetto a quello dei Paesi più vicini a noi geograficamente è ancora evidente (e se vogliamo poco giustificabile): Germania, Francia e Svizzera, rispettivamente, hanno raccolto capitali in volumi 11, 9 e 3 volte superiori (i dati sono di Dealroom) e ci ricordano indirettamente le tante sfide che il movimento dell’innovazione tech italiano deve ancora affrontare e vincere. Quali? Siamo per esempio solo settimi in Europa per numero di programmatori (solo 315mila) e vantiamo un primato negativo di developer pro capite, tanto che il nostro è l’indice più basso in Europa e quello cresciuto meno anno su anno rispetto alle percentuali virtuose esibite da Regno Unito, Paesi Bassi e Francia (lo confermano recenti rilevazioni di Stack Overflow).

Le difficoltà di chi avvia un’azienda tech in Europa
Si chiama “mental wellbeing”, benessere mentale. Ed è una preoccupazione purtroppo abbastanza diffusa fra gli startupper tecnologici europei: un quarto di loro ha infatti ammesso che l’avvio della nuova azienda ha avuto un importane effetto negativo sulla loro salute mentale, a causa della difficoltà nel trovare l’equilibrio tra lavoro e vita privata e di gestire da soli gli aspetti manageriali. Il 57% dei fondatori, in particolare, avrebbe gradito ricevere sostegno dal consiglio di amministrazione o dagli investitori mentre chi proviene da un contesto socioeconomico non particolarmente elevato ha dovuto affrontare seri ostacoli finanziari per diventare imprenditori.

I plus e i minus
La guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina non sembra aver influito negativamente sul percorso di crescita del settore tecnologico europeo, crescita che si dimostra, usando la terminologia degli autori del rapporto, “costante e solida”, oltre che certificata dai numeri. I round oltre i 90 milioni di euro, infatti, sono stati ben 40 da inizio gennaio a tutto settembre, nonostante un rallentamento delle exit supportate dai fondi di venture capital, mentre diverse aziende non finanziate dai VC, come Nexi e Trainline, hanno fatto il loro debutto sui listini azionari e altre sono sempre più prossime allo status di unicorno. C’è, per contro, una limitata conoscenza da parte delle startup delle politiche di sviluppo sull’innovazione della Commissione Europea (il 40% confessa di non essere sufficientemente informato in materia) e c’è, parallelamente, una scarsa attitudine dei funzionari Ue a discutere di fintech e salute digitale, due settori in cui sono stati investiti oltre 11 miliardi di euro solo nell’ultimo anno.

Diversità, questa sconosciuta
Nel 2019, il 92% dei finanziamenti è andato a team formati da uomini, un numero simile al 2018 (dati Dealroom), e c’è al momento solo una donna a ricoprire il ruolo di Chief technology officer su un totale di 119 nelle aziende tecnologiche europee che hanno raccolto dai venture capital un finanziamento series A o B superiore ai 9 milioni di euro fra ottobre 2018 e settembre 2019 (Stack Overflow, Craft e Dealroom le fonti di questi parametri). La sperequazione di genere è quindi evidente e rafforzata anche da diversi altri indicatori, come il risicato 7,5% di ingegneri informatici donne. (Fonte: Stack Overflow, Craft, Dealroom) o l’80% di addetti neri, africani e caraibici discriminati per motivi legati alla loro etnia. Vanno lette invece in accezione positiva le risposte relativamente agli impatti sociali e ambientali delle società tech: l’86% dei fondatori di queste aziende considera questo tema rilevante e oltre un dipendente su due pone grande attenzione alla responsabilità sociale delle imprese.


«Le imprese tech europee stanno ottenendo risultati a un livello che molti consideravano impensabile cinque anni fa». L’assunto di Tom Wehmeier, Partner e Head of Insights di Atomico e fra i “contributor” dello studio è esplicito e fonda sul fatto che oggi “c’è un ampio bacino di talenti e vi sono più di 150 aziende nate in Europa che valgono miliardi”. Nonostante i passi in avanti, c’è però ancora molto da fare (il fronte della diversità è sicuramente uno dei più “cladi”) e, come osserva il manager, “serve che l’Europa tracci un percorso in grado di creare le condizioni ottimali per un’innovazione continua”.

È necessaria maggiore cooperazione fra pubblico e privato, insomma, ma questa è una sfida che si sta giocando da tempo, anche (seppur con limitati risultati) in Italia.

IN ITALIA entro il 2020 diventerà realmente una SMART NATION

Il Fondo Nazionale Innovazione (FNI), nato su iniziativa del Ministro Di Maio, ha una dotazione finanziaria di partenza, prevista nella Legge di Bilancio 2019, di circa 1 miliardo di euro e verrà gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, attraverso una cabina di regia che ha l’obiettivo di riunire e moltiplicare risorse pubbliche e private dedicate al tema strategico dell’innovazione.

Lo strumento operativo di intervento del Fondo Nazionale è il Venture Capital, ovvero investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative con Fondi generalisti, verticali o Fondi di Fondi, a supporto di startup, scaleup e PMI innovative. Per difendere l’interesse nazionale contrastando la costante cessione e dispersione di talenti, proprietà intellettuale e altri asset strategici che nella migliore delle ipotesi vengono “svendute” all’estero con una perdita secca per il sistema Paese.

Il Fondo Nazionale Innovazione è un soggetto (SGR) multifondo che opera esclusivamente attraverso metodologie di cd Venture Capital. Si tratta dello strumento finanziario elettivo per investimenti diretti o indiretti allo scopo di acquisire minoranze qualificate del capitale di startup, scaleup e PMI innovative. Gli investimenti sono effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, in conformità con le migliori pratiche del settore, in funzione della capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento sia per l’economia nazionale. La selettività, flessibilità e rapidità degli investimenti sono gli elementi che consentono al VC la natura di strumento chiave di mercato per lo sviluppo dell’innovazione. Oltre che il modo migliore per allineare gli interessi di investitori e imprenditori verso il il comune obiettivo della crescita economica.

#FONDONAZIONALEINNOVAZIONE #ROMAGNACHAIN #SMARTNATION

The Age of Digital Interdependence – un gruppo di alto livello non solo per le Nazioni Unite

Possiamo e dobbiamo fare di più per garantire che le tecnologie digitali siano una forza positiva. Per questo motivo alle Nazioni Unite nel 2019 si è istituito un ‘Gruppo di alto livello’ sulla cooperazione digitale.

Le nuove tecnologie offrono opportunità colossali a sostegno dell’azione di organizzazioni umanitarie a favore di pace, sviluppo sostenibile e diritti umani. Il progresso scientifico sta contribuendo a curare malattie mortali, nutrire popolazioni in aumento, guidare la crescita economica e connettere business, comunità, famiglie e amici in tutto il mondo come mai prima. Campi in rapido sviluppo, quali intelligenza artificiale, blockchain e biotecnologie hanno un grande potenziale per migliorare il benessere e generare soluzioni innovative per le sfide globali.

Il ritmo del cambiamento è notevole. Nuove tecnologie passano dal laboratorio all’uso globale a un ritmo senza precedenti. Più del 90% dei dati a tutt’oggi esistenti sono stati prodotti negli ultimi due anni. Come un leader del settore mi ha detto di recente, anche se questo campo avanza già alla velocità della luce, i futuri sviluppi non saranno mai così ‘lenti’ come lo sono oggi. Dobbiamo fare pieno uso di questi mezzi che salvano e migliorano la vita. Mentre il mondo si sforza di dare attuazione agli Obiettivi di sviluppo sostenibile – il progetto concordato a livello globale per creare un mondo migliore per tutti – le tecnologie digitali possono essere specialmente utili nelle aree del mondo più arretrate. Occorre perseguire un approccio inclusivo e cooperativo che riunisca tutte le parti in causa. E vanno adottate iniziative serie per promuovere la partecipazione significativa delle donne e formare le giovani ragazze in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Mentre molti di noi faticano a ricordare come era la vita senza internet, resta aperto un divario digitale. Per più della metà della popolazione mondiale, l’accesso è costoso, lento o semplicemente inesistente. Questa divisione sta esacerbando le disuguaglianze in altri settori chiave come istruzione, salute e ricchezza. Le opportunità digitali devono raggiungere tutti, a vantaggio di tutti.

Dobbiamo anche riconoscere le minacce poste dalle nuove tecnologie. I sistemi di armamento in grado di identificare e uccidere autonomamente sono più vicini a diventare una realtà, uno sviluppo moralmente ripugnante. I social media vengono usati per diffondere odio e menzogne. La tecnologia viene sfruttata dai terroristi e le reti criminali organizzate si nascondono nel web oscuro, approfittando della crittografia e dei quasi-anonimi pagamenti di cripto valute per il traffico di persone e droghe illegali. Mentre l’innovazione continua ad aprire nuovi settori di impiego, molti lavoratori temono che i propri posti di lavoro cadranno vittima dell’automazione, sottolineando la necessità di una riconversione professionale su larga scala, di programmi di protezione sociale più ampi e dell’istruzione fin dai primi anni che enfatizzano l’apprendimento permanente. Possiamo e dobbiamo fare di più per garantire che le tecnologie digitali siano una forza positiva.

IL GRUPPO DI ALTO LIVELLO SULLA COOPERAZIONE DIGITALE guidato da Melinda Gates della Gates Foundation e Jack Ma di Alibaba ha riunito diversi esperti che si sono consultati a livello globale, hanno discusso energicamente ed esaminato un’ampia gamma di sfide, avanzando raccomandazioni dettagliate per ottenere il meglio delle nuove tecnologie.

The Age of Digital Interdependence rappresenta il risultato di questa ricerca: https://digitalcooperation.org/report/

Il gruppo ha raccomandato modalità per colmare il divario digitale, aumentare la cooperazione e governare meglio lo sviluppo della tecnologia digitale attraverso modelli aperti, agili e partecipati. Le forme classiche di governance non si applicano. La tecnologia si muove così velocemente che nel momento in cui coloro che decidono si riuniscono per preparare, discutere, approvare, ratificare e attuare una convenzione o un nuovo accordo, il panorama è completamente cambiato. Il policy-making analogico non funzionerà in un mondo digitale.

Il Gruppo di alto livello delle Nazioni Unite rappresenta una piattaforma unicamente legittima e dinamica in cui governi, società civile, mondo accademico, comunità scientifica e industria tecnologica possano unirsi per discutere la via da seguire.

Oltre al potere di aggregazione delle Nazioni Unite si sono impegnati per dare un contributo nel di ri-definire standard, sviluppare capacità e raccogliere dati

Con ogni livestream e ogni transazione on-line, con l’avvento di ogni nuova e rivoluzionaria piattaforma entriamo sempre più profondamente nell’era dell’interdipendenza digitale. Come con altri fenomeni globali – commercio, comunicazioni, cambiamenti climatici e mobilità umana – la cooperazione internazionale può fare la differenza tra progresso e caos. Dobbiamo muoverci ora per creare fiducia, stare al passo con le questioni emergenti e dare forma a un futuro digitale pacifico, prospero e positivo per tutti.

Anche noi come il segretario generale delle Nazioni Unite siamo convinti che nel 2020 sia necessario creare un network di operatori interessati ad approfondire e condividere le migliori pratiche della tecnologia buona blockchain, token e smart contracts che rivoluzioneranno il nostro modo di relazionarci.

#seguite #IMPACTBLOCKCHAIN #ROMAGNACHAIN #BLOCKHCHAIN

BUONE FESTE per un 2020 targato #blockchain

Il trend verso la decentralizzazione non si può sottovalutare: il rischio è di uscire dal mercato nel prossimo futuro. Oggi vince chi inizia a sperimentare e a orientarsi verso architetture più efficienti. E chi fa sistema.

Fabrizio Fantini Co-founder ROMAGNACHAIN

#IMPACTBLOCKCHAIN il nostro programma per fare sistema

#IMPACTBLOCKCHAIN #ROMAGNACHAIN #TOKEN #0CHAIN

#IMPACTBLOCKCHAIN 20.12.2019 evento pilota del format in-formativo sul protocollo blockchain

#IMPACTBLOCKCHAIN 

è un format di ROMAGNACHAIN 

in partnership con  DEMETRA FORMAZIONE 

powered by LEGACOOP ROMAGNA

FORMAT IN-FORMATIVO ITINERANTE SULLA BLOCKCHAIN  

Una rete di comunità imprenditoriali cooperative impegnate nello sviluppo di una “tecnologia buona” basata sulla fiducia ha il potere di creare davvero cambiamenti positivi su vasta scala. 

Un format Innovativo e inclusivo con la mission di promuovere la cooperazione tra il settore della cultura, la comunità scientifica e informatica e il mondo dell’agritech riunendo in diversi contesti attori diversi che altrimenti non si incontrerebbero e non potrebbero scambiarsi dati e informazioni sulle nuove tecnologie nell’era “Internet of farming” 

La startup ROMAGNACHAIN promuove lo sviluppo di applicazioni del protocollo blockchain, smart contract e token associate all’intelligenza articificiale, soluzioni IoT e applicazioni nell’agricoltura di precisione attraverso incontri in-formativi pubblici decentralizzati di ricerca locali e globali, mediante dimostrazioni teoriche-pratiche di Proof of Concept [POC] personalizzati sulla tracciabilità delle materie prima a chilometro zero [0CHAIN] per la commercializzazione del protocollo e la gestione dell’innovazione e sviluppo di comunità [community] locali e globali di professionisti Blockchain.

L’ORIENTAMENTO COME LEVA PER LA CONOSCENZA DEL PROTOCOLLO BLOCKCHAIN 

L’ Orientamento è una leva fondamentale per saper scegliere la strada giusta e progettare il futuro lavorativo delle contadine e contadini 2.0

Saper scegliere è quindi un fattore chiave per assicurare, a ricaduta, lo sviluppo culturale, economico e sociale della comunità, favorendo una crescita inclusiva per le nuove generazioni.

Per questo motivo ROMAGNACHAIN porterà per la prima volta la propria testimonianza partecipando all’evento all’interno dell’Operazione Rif. P.A. 2018-10707/RER Prog 16  AZIONE 2 Azione di sistema per la qualificazione, innovazione e valutazione delle azioni di orientamento e di promozione del successo formativo. Percorso co-finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo PO 2014-2020 Regione Emilia Romagna.

Progetto che, attraverso momenti di sensibilizzazione, si pone infatti l’obiettivo generale di illustrare la realtà socioculturale ed economica del territorio; affinché i destinatari ne scoprano le risorse e le caratteristiche in termini di prospettive occupazionali e quindi possano scegliere più consapevolmente il proprio futuro lavorativo. 

Il Progetto viene realizzato sul territorio di Forlì-Cesena, per le ragazze e per i ragazzi, anche a sostegno dei docenti e dei familiari, con l’aspirazione di rendere i cittadini di oggi e di domani consapevoli delle proprie potenzialità e delle opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Cerca così di rispondere ai bisogni dei giovani, di essere accompagnati ed “orientati” alla scelta di percorsi educativi e formativi, creando occasioni di comprensione delle proprie potenzialità,  e del contesto, delle caratteristiche di ogni area lavorativa, delle opportunità che offre il territorio e delle nuove frontiere del lavoro nei diversi ambiti economico-produttivi.

LA BLOCKCHAIN NELL’ERA DI INTERNET OF FARMING 

Il futuro dell’agroalimentare e racchiuso in tre direttrici-chiave: lo sviluppo dell’ agritech, un numero sempre più alto di startup che dedica attenzione a questo settore e un potenziale ancora tutto da esprimere nell’export e nella valorizzazione del Made in Italy. 

Ma per cogliere l’opportunità che viene dall’ agrifood, che può diventare in prospettiva un volano di crescita per il Paese, sono necessari formazione continua e sempre più conoscenze specifiche, per far fronte a un profondo periodo di trasformazione e innovazione, testimoniato dallo sviluppo di nuove tecniche di coltivazione e agricoltura di precisione, dai nuovi processi produttivi e di distribuzione e da una crescente attenzione alla tracciabilità delle materie prime e della filiera produttiva con l’introduzione del protocollo della blockchain nella supply chain.

Noi di ROMAGNACHAIN come startup innovativa e centro di interoperabilità basato su blockchain per lo sviluppo tecnologico delle cooperative del settore agro-alimentare proponiamo questo format crossmediale dal titolo IMPACTBLOCKCHAIN come agenti del cambiamento di una rete internazionale Impact Hub che garantisce una comprensione regionale approfondita delle problematiche locali, offrendo allo stesso tempo l’opportunità ai membri di guidare l’impatto su scala globale. 

Per noi il protocollo blockchain consente di tracciare e garantire  la qualità delle materie prime e permette al consumatore di conoscere da qualunque parte del mondo la storia del prodotto che non sarà più un anonimo oggetto all’interno di un supermercato grazie al fatto che oggi riusciamo a costruire insieme alla storia del prodotto tutto ciò che rappresenta il suo passaporto digitale. Questo viaggerà nel mondo virtuale prima del prodotto fisico, come ambasciatore del prodotto italiano di un territorio di qualità. 

La tracciabilità e la digitalizzazione dell’intera supply chain “from field to fork” rappresentano un supporto alla valorizzazione dell’eccellenza agro-alimentare Made in Italy.

Per compiere questa 4° rivoluzione industriale occorrono conoscenze e competenze digitali e informatiche specifiche che comprendono protocollo blockchain, IoT [Internet of things], intelligenza artificiale, Internet of Value, e l’agricoltura di precisione.

NUOVI MODELLI DIDATTICI DELLA SCUOLA DIGITALE ITALIANA

Per poter scegliere il proprio futuro lavorativo con consapevolezza è oggi fondamentale informarsi e conoscere le funzionalità delle nuove  tecnologie e dei nuovi modelli didattici e scientifici della Scuola Digitale Italiana. 

Se da un lato è indubbio che la Scuola Digitale Italiana si rivela ugualmente formative e non esiste limite alla qualità della preparazione che potremmo maturare, indipendentemente dall’istituto frequentato, contemporaneamente occorre capire quale percorso formativo [nuove competenze  digitali] sia più in linea con le competenze scolastiche, gli interessi e la motivazione dei nostri figli, studenti di oggi e futuri imprenditori del web 4.0.

NUOVE COMPETENZE [SOFT SKILLS] PER UNA DIDATTICA TRASVERSALE

Il format IMPACTBLOCKCHAIN prevede la realizzazione di laboratori  di informatica per studenti, incontri di approfondimento sul protocollo blockchain nel settore agri-tech e wokshop, convegni innovativi dove condividere materiali di lavoro e riflessioni metodologiche con un approccio Human to Human e in una dimensione cooperative learning  sulle tecnologie e applicazioni fornite da ’”Internet if farming” destinate al settore agrifood.

Il format si basa sull’idea sempre più diffusa che oggi  le persone che animano il mercato richiedono qualcosa di diverso: rigettano il puro consumismo e i fini esclusivamente utilitaristici per andare alla ricerca dei valori primordiali della vita come il rapporto fra le persone. 

La transazione economica sta lasciando il posto al concetto di reciprocità, in cui l’impresa e l’individuo si muovono in una relazione alla pari, contraddistinta da un dialogo interattivo, continuo e sincero. È sempre più evidente, dunque, che sta emergendo il bisogno di un nuovo rapporto fondato sullo scambio di opinioni, valori, sensibilità, in cui i brand etici come il nostro si fanno responsabili, credibili e garanti affidabili.

Per uno studente in procinto di diplomarsi o alla ricerca di un posto di lavoro orientarsi oggi non è semplice.  Il format vuole proporre nuovi media strumenti e competenze digitali per dare avvio ad una riflessione finalizzata a definire un orientamento scolastico/professionale, senza avere la pretesa di fornire una risposta definitiva alla domanda che accompagna ognuno di noi fin dall’infanzia, «cosa farò da grande?»

Eventi e laboratori che stimolino alla costante ricerca di sé, ambienti di apprendimento cooperativi che possano stimolare la ricerca personale, basandosi sull’interazione e la sperimentazione attiva di studenti e docenti, genitori cooperanti al fine di raggiungere un obiettivo comune, attraverso un lavoro di approfondimento e di apprendimento che porterà alla costruzione di una nuova conoscenza condivisa.

ROMAGNACHAIN PRESENTA HOPCHAIN P.O.C PERSONALIZZATO SUL LUPPOLO ITALIANO DELLA BLOCKCHAIN  0CHAIN 

L’applicazione originale basata su protocollo blockchain e sensori per  la tracciabilità del luppolo italiano coltivato in Romagna, a disposizione delle contadine hi-tech, le tre sorelle Nati della Cooperativa Luppoli Italiani, consente attraverso un sistema di sensori wireless il monitoraggio dei dati relativi alla materia prima lungo tutti  i passaggi della supply chain.

La sfida nel settore delle cooperative agro-alimentari è quella di innovare le catene logistiche per rendere efficienti e verificabili le informazioni lungo tutto il percorso, garantendo trasparenza, sicurezza e responsabilità, in modo che gli utenti dispongano di informazioni accessibili, accurate e affidabili, presupposto particolarmente rilevante per il mondo cooperativo che tende a fornire servizi sempre più innovativi per i propri soci e a consumatori sempre più consapevoli.

L’agricoltura 4.0 ha quindi l’obiettivo di creare un ecosistema trasparente in cui tutti i sistemi coinvolti possono esporre dati rilevanti dove persone, macchine, sensori e dispositivi potranno connettersi e comunicare tra loro i dati necessari per il funzionamento e l’efficientamento della catena logistica, che abiliti la visibilità e controllo “end-to-end” e che supporti il processo decisionale degli attori della catena logistica nello svolgimento dei loro processi, in modo da mostrare e prevedere rallentamenti, guasti e interruzioni in anticipo e agire di conseguenza per minimizzare l’impatto sui processi.

L’agritech italiano è comunque un settore in piena espansione. D’altro canto il profilo medio della/o startupper agritech nostrano è unico, con un background in cui si mescolano alla perfezione la tradizione agricola familiare con gli studi in campo tecnico o tecnologico. 

Molti di loro, infatti, provengono da famiglie di agricoltori e possono, quindi, contare anche di una esclusiva esperienza, letterale, “sui campi”, avendo notevoli disponibilità di terreni e colture per condurre i progetti pilota.

La startup ROMAGNACHAIN entro il 2020 prevede di realizzare il format IMPACTBLOCKCHAIN per valutare l’impatto sociale del protocollo di comunicazione blockchain e sulla rivoluzione sociale che sta apportando come spinta al cambiamento con un significato più ampio, sia intellettuale che economico. I progetti sperimentali come il nostro basato su blockchain nascono sulla base di bisogni ancora latenti di cui non è semplice valutare il reale impatto sulla vita quotidiana e sul business, qui e ora. Oltre ad un percorso non definito, non esiste ancora un mercato maturo e la business community ha bisogno di aggregazione e condivisione e best practice a cui fare riferimento.

La partecipazione ad eventi in-formativi e di sensibilizzazione come questo formativo innovativo rappresentano opportunità integrate e complementari a percorsi didattici e formativi capaci di rispondere ai bisogni dei giovani futuri operatori di un potenziale distretto produttivo blockchain dell’agri-food per essere accompagnati nei curricula, soprattuto per coloro che decideranno di divenire le future contadine o futuri contadini  2.0 nell’era della blockchain.

IMPACTBLOCKCHAIN EVENTO-PILOTA PRESSO L’ISTITUTO TECNICO AGRARIO  GARIBALDI/DA VINCI DI CESENA [FC]

Il primo evento pilota di questo format si svolgerà venerdì 20/12/2019 presso l’Istituto Tecnico Agrario “Garibaldi/Da Vinci” Via Savio, 2400, 47522 Cesena [FC] all’interno dell’evento organizzato da DEMETRA FORMAZIONE di Forlì Rif P.A 2018-10707/RER Prog 16  Percorso co-finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo PO 2014-2020 Regione Emilia Romagna

dove sarà presentato il risultato di mesi di sperimentazione del POC basato su blockchain 0CHAIN [tracciabilità delle materie prime a chilometro zero] sulla materia prima del luppolo italiano di Romagna titolo: HOPCHAIN.

PROGRAMMA 

Demetra Formazione presentazione del Progetto Orientati al Futuro

Premiazione dei due gruppi vincitori  dei Laboratorio STEAM svolti presso l’ Istituto Tecnico Geometri e l’Istituto Tecnico Agrario

INTERVENTO del Dott. Stefano Balestri  Direttore CAC Cooperativa Agricola Cesenate  Società Cooperativa

INTERVENTO del Michela Nati  Cooperativa Luppoli Italiani

INTERVENTO di Fantini Fabrizio Co-founder  ROMAGNACHAIN coop startup

INTERVENTO DIMOSTRATIVO di Sandro Vecchiarelli e Alberto Francia  Esperti Informatici Blockchain

#seguite #BLOCKCHAIN #ORIENTATIALFUTURO #blockchain #ROMAGNACHAIN #IMPACTBLOCKCHAIN

LEGACOOP E VODAFONE INTERNET OF FOOD AND FARM

INTERNET DELLE COSE (IOT) DIVENTA INTERNET OF FOOD & FARM

L’Internet delle cose (IoT) sta trasformando il settore agricolo e consentendo a chi lavora la terra di diventare CONTADINI 4.0 verso una INTERNET OF FOOD & FARM

Il settore agricolo diventerà probabilmente più importante che mai nel corso dei prossimi decenni grazie Internet delle cose (IoT). Secondo la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, il mondo avrà bisogno di produrre il 70% in più di cibo nel 2050 di quanto abbia fatto nel 2006 al fine di alimentare la crescente popolazione della Terra. Per soddisfare questa domanda, gli agricoltori e le aziende agricole hanno rivolto la loro attenzione verso l’IoT per l’analisi e una maggiore capacità di produzione.
Internet delle cose è un neologismo utilizzato la prima volta da Kevin Ashton, ricercatore presso il MIT, Massachussets Institute of Technology che nasce dall’esigenza di dare un nome agli oggetti reali connessi ad internet.
Gli oggetti connessi nel mondo attraverso questa nuova tecnologia sono ormai svariati e nuovi ambiti lavorativi e l’economia ne vengono influenzati, in particolare nel campo agricolo.
La IoT (abbreviazione per Internet of Things) è impostato per spingere il futuro dell’agricoltura al livello successivo. L’agricoltura intelligente sta già diventando molto comune tra gli agricoltori, e la tecnologia applicata all’agricoltura sta diventando rapidamente uno standard grazie all’utilizzo dei droni e dei sensori.

Agricoltura intelligente e di precisione

Gli agricoltori hanno già iniziato impiegando alcune tecniche di coltivazione ad alta tecnologia e tecnologie al fine di migliorare l’efficienza del loro lavoro. Ad esempio, sensori posti in campi consentono agricoltori ottenere mappe dettagliate sia della topografia e delle risorse nella zona, che di alcune variabili quali l’acidità e la temperatura del suolo.
Gli agricoltori possono utilizzare i loro smartphone anche per monitorare a distanza le loro attrezzature, le colture e il bestiame, così come ottenere statistiche rilevanti per la produttività in modo da ottenere previsioni con dati attendibili sui raccolti e sul bestiame.
Senza dimenticare che i droni sono diventati un prezioso strumento di indagine per gli agricoltori per trarre informazioni importanti sul raccolto e sulla capacità produttiva del terreno.

Le tecnologie più innovative per l’agricoltura 4.0 dove modernità e tradizione dialogano per dare ognuna il meglio di sé. Con questo obiettivo Alleanza cooperative agroalimentari e Vodafone hanno siglato il 28 novembre a Roma un accordo quadro per proporre alle cooperative associate un ampio ventaglio di servizi e di collaborazioni nel campo della smart agriculture.
L’intesa vede la partecipazione di Vodafone che svilupperà per le principali cooperative servizi e progetti innovativi quali: app per smartphone e tablet, sensori per il controllo di parametri agroclimatici, sistemi informativi gestionali, tecnologie blockchain.
“Nel mondo cooperativo c’è un’attenzione crescente alle innovazioni e alle nuove tecnologie, che stanno assumendo un ruolo sempre più strategico per la competitività del comparto”, spiega il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri. 
“Abbiamo scelto di farci affiancare da Vodafone in un percorso di ammodernamento del comparto, in cui le nostre aziende cooperative non partono certo da zero. In particolare – prosegue Mercuri – per rispondere alle aspettative e alle crescenti richieste di trasparenza dei consumatori abbiamo bisogno che le aziende riescano a trasferire tutte le fasi di lavoro che ci sono dietro un prodotto. Questo possiamo farlo solo tracciando in modo innovativo le nostre produzioni attraverso il ricorso alla blockchain, una tecnologia in forte crescita proprio perché ha il vantaggio di arrivare direttamente ai consumatori”.
La blockchain consente ai consumatori, attraverso una generica app che rileva il QR-code sull’etichetta di un prodotto, di visualizzare sullo smartphone il campo in cui un prodotto è stato coltivato e seguire i singoli passaggi e metodi del processo produttivo: si tratta perciò di una tecnologia che può essere utilizzata in innumerevoli altre applicazioni.
“L’obiettivo che ci poniamo come Vodafone Business, precisa Alessandro Canzian – Head of Corporate Sales& Innovative Services in Vodafone Italia – è sviluppare un completo ecosistema di soluzioni, replicabili e scalabili a supporto della produttività e sostenibilità delle aziende agricole italiane combinando la migliore connettività fissa e mobile con la piattaforma di servizi IoT, Analytics e Cloud”.
“L’utilizzo esteso di soluzioni IoT – sottolinea Canzian – permetterà da un lato di porre maggiore attenzione al raccolto, alla lavorazione e alla conservazione, e dall’altro di favorire il passaggio ad un’agricoltura, dove i dati di tutta la filiera rendono evidente la qualità del prodotto”. 
Siamo pronti per la digitalizzazione delle cooperative agritech?

Noi di ROMAGNACHAIN siamo convinti che sia arrivato il momento di testare il valore della blockchain nel settore agro-alimentare presto vi faremo vedere come #seguiteci #0chain #HOPCHAIN #ROMAGNACHAIN

OGGI IN ITALIA SI POSSONO VALIDARE I DOCUMENTI, smart contract, SU BLOCKCHAIN ?

Gli smart contract rappresentano applicazione tecnologica del contratto basata su blockchain

Non esiste una definizione univoca di smart contract, un termine che oggi viene associato alla tecnologia “blockchain”, ma che è stato in realtà oggetto di studio già dagli anni ʻ90. Prima ancora che si parlasse di contratti intelligenti, inizia a essere diffusa la pratica del cosiddetto “assemblaggio di documenti legali”. Il passo precedente agli smart contract è proprio l’esistenza di alcuni software che possono assemblare i documenti legali. Il risultato che si voleva raggiungere era quello di ridurre al minimo l’immissione di dati, ridurre il tempo speso per la redazione dei documenti e ridurre al minimo l’errore umano. Il software utilizzato per l’automazione dei documenti estrae le informazioni giuridiche attraverso un questionario che viene generato dal sistema stesso, che, poi, restituisce il documento agli utenti. Con il passare del tempo sono stati utilizzati software sempre più avanzati, fino ad arrivare a parlare di “contratti intelligenti”.

Le definizioni di oggi sul web di smar contract sono molteplici e mettono in luce lʼaspetto “smart”, costituito proprio dalla sua capacità di autoeseguirsi senza il bisogno di intermediari. Il concetto è stato per la prima volta discusso da Nick Szabo, scienziato informatico, studioso di diritto e crittografo, che, nel suo lavoro risalente al 1994, definisce gli smart contract come “protocolli di transazione informatizzati, che eseguono i termini di un contratto”. Più precisamente, Nick Szabo suggerì che traducendo clausole contrattuali in codici e incorporandole in hardware o software in grado di auto applicarle era possibile ridurre al minimo la necessità di intermediari tra le parti e il verificarsi di eccezioni dannose o accidentali. Una seconda definizione molto esaustiva è stata data nel 2015 da Massimo Chiriatti che, in un inserto de “il sole 24ore” definisce i contratti intelligenti come “protocolli per computer che facilitano, verificano, o fanno rispettare la negoziazione o l’esecuzione di un contratto, o che evitano il bisogno di una clausola contrattuale.”

Accanto, quindi, alla garanzia di un più alto livello di sicurezza, vi è anche la riduzione della componente di costi delle transazioni contrattuali.

Il carattere del contratto intelligente è rappresentato dal fatto che le parti raggiungano un accordo sulle clausole contrattuali e sui tempi sfruttando poi la logica del “if-this- then-that”, ossia se si verifica un presupposto (this) allora consegue un risultato (that); per il resto il contratto intelligente ha la capacità di far rispettare le proprie clausole ed entrare in esecuzione senza il supporto di una parte esterna (si pensi ,ad esempio, ad una clausola inserita nello smart contract stipulato tra JIM e JANE che prevede il versamento di una somma di denaro in caso di inadempimento contrattuale: al verificarsi della condizione di inadempimento la somma pattuita a titolo di penale verrà versata automaticamente dal conto di Jim al conto di Jane ). In un secondo articolo, nel 2016, Pierangelo Soldavini, nellʼinserto Nòva del medesimo giornale, torna a definire i contratti intelligenti come contratti che funzionano in maniera molto simile ai contratti non smart, definendoli “accordi con validità legale basati su un insieme concordato di termini e condizioni che legano diverse prestazioni di servizi” ma con la peculiarità di essere programmati elettronicamente e basati su registri distribuiti, come quelli disponibili grazie alla tecnologia “blockchain”, che permette di attivare automaticamente alcune azioni non appena si verificano le condizioni concordate, senza necessità di verifiche o procedure sia cartacee sia manuali.

Per una comprensione più agevole dei meccanismi che interessano gli smart contract, è possibile scomporre il processo di formazione di questo tipo di contratto in 6 passaggi chiave:

1. “Due o più parti identificano un interesse comune.

2. Scrivono insieme uno smart contract ponendo le condizioni e gli effetti desiderati.

3. Inseriscono lo smart contract nella Blockchain prescelta.

4. La stessa Blockchain diventa il garante del contratto.

5. Quando nella rete si ottiene il consenso, il contratto “esegue” le sue condizioni.

6. Dopo che le condizioni sono state eseguite, la Blockchain verrà aggiornata dalla modifica di stato del sistema.”

Le Banche del Gruppo Cassa di Risparmio di Asti hanno compiuto un passo in più verso l’innovazione, annoverandosi tra le prime banche a livello italiano nell’utilizzo della tecnologia blockchain per la “notarizzazione” (intesa come validazione legale) dei contratti firmati elettronicamente. Grazie al sistema di Firma Elettronica – che utilizza elementi elettronici per certificare i dati – i clienti di Banca di Asti e Biver Banca hanno potuto perfezionare i contratti accedendo al proprio internet banking senza recarsi in filiale a firmare alcun documento. Tramite un link presente all’accesso dell’ internet banking, gli utenti sono stati reindirizzati a una semplice procedura: la firma elettronica si è concretizzata con la digitazione di un OTP durante una chiamata di sicurezza da effettuarsi con lo stesso telefono registrato sulla piattaforma. La validità e l’autenticità del documento così “firmato” dal cliente, sono garantite dai meccanismi di notarizzazione della blockchain.

Il processo digitale è stato pensato da Banca di Asti con la collaborazione di Scytale,azienda che opera nel settore blockchain e da Maggio 2019 nel programma di gellificazione di GELLIFY, sviluppando progetti tailor-made che permettono ad aziende del settore finanziario, logistico e supply chain di interfacciarsi con la tecnologia blockchain in maniera semplice e trasparente.

Il settore finanziario, e nello specifico Banca di Asti ci è sembrato un esempio perfetto per dimostrare che tale tecnologia sia ormai condivisa e sicura. Questo progetto rappresenta un passo importante per dare nuovo impulso e accelerazione a Scytale,dimostrando le sue capacità di integrarsi e creare valore”, dichiara Enrico Alberini, CEO di Scytale.

“Stiamo lavorando da tempo per offrire ai nostri clienti strumenti innovativi per semplificare la loro relazione con la Banca: la collaborazione con Scytale, partner tecnologico, ci ha consentito di utilizzare la tecnologia blockchain per perfezionare un contratto, ma questa è solo una delle novità” conferma Isidoro Albergucci, Responsabile del Servizio Canali Digitali e Comunicazione “Dal mese di settembre i nostri clienti attivi su internet banking hanno la possibilità di concludere online, in modalità completamente dematerializzata, l’acquisto di prodotti come la carta di debito o il prestito personale, in totale autonomia e sicurezza, grazie alla firma digitale.

Oggi per il sistema bancario di Asti la blockchain rappresenta un sistema informatico in grado di certificare la cronologia di inserimento dei dati che memorizza, poiché i suoi dati sono associati alla data esatta in cui sono sono stati ricevuti e, appunto, registrati.In buona sostanza, semplificando ulteriormente, la blockchain applica una vera e propria marca temporale ai suoi dati al momento della ricezione. Se qualcosa viene «notarizzato»sulla blockchain è possibile garantire che quei dati, immessi in precedenza siano ancora integri/non siano stati modificati. Basta avere una copia del dato originale (un file, un log,un record) per poter in qualsiasi momento ricalcolarne l’hash e verificare che corrisponda a quanto salvato nella blockchain. Inoltre, si può dimostrare non solo che il dato non sia stato alterato, ma che questo esistesse alla data in cui è stato «notarizzato».

I contratti firmati elettronicamente vengono raggruppati, cifrati creando un hash unico, e inseriti in una transazione blockchain. La presenza di questo hash sulla blockchain,decifrabile grazie a Signchain garantisce, come una terza parte fidata, la sua integrità e non modificabilità.

La blockchain organizza i dati per spazi di tempo, ovvero li memorizza all’interno di blocchi che rappresentano intervalli di tempo. Questi blocchi, che si susseguono cronologicamente, formano quindi una catena indissolubile. Il nome “blockchain”, infatti,significa letteralmente “catena di blocchi”.

Una funzione di “hash” serve per per mappare dati di dimensioni arbitrarie a dati di dimensioni fisse. I valori restituiti da una funzione di hash sono chiamati valori hash, codici hash, digest o semplicemente hash. Una funzione di hash crittografica consente di verificare facilmente che alcuni dati di input siano mappati su un determinato valore hash; se questi dati sono sconosciuti, è praticamente impossibile ricostruirli (o qualsiasi alternativa equivalente) conoscendo il valore hash memorizzato.

Questa modalità di certificazione e la caratteristica intrinseca di immutabilità del dato derivato dall’utilizzo di blockchain è anche confermata da DDL S.989 – Decreto semplificazioni. Ciò che il decreto semplificazioni prevede è una equiparazione tra il timestamp tipico della blockchain alla marca temporale (che già esisteva nel nostro ordinamento) nel produrre certezza giuridica sulla data applicata al documento digitale.

L’evoluzione di questa tecnologia può portare indubbi vantaggi in termini di semplificazione e velocizzazione delle operazioni a beneficio dei clienti e dei processi di lavoro: per noi, di ROMAGNACHAIN in un futuro non lontano l’applicazione nelle filiali delle banche l’apertura di un conto corrente, oggi richiede decine di firme su diversi moduli, ma ben presto non saranno più stampati e saranno firmati digitalmente con risparmio di tempo e di carta.

Questo è il vantaggio della blockchain nel settore finanziario, la notarizzazione dei documenti è una tappa fondamentale per risparmiare tempo e smettere di consumare carta, perché l’inchiostro e tutti i tipi di carta, anche quella ecologica, sono composti da elementi inquinanti.

MADRA 2019 convegno sul luppolo di Romagna

Sabato 23 novembre 2019

Sala del Consiglio Comunale di Ravenna

Convegno pubblico organizzato nell’ambito delle iniziative di MADRA, nella giornata che precede la Mostra Mercato Agricolo Domenicale Ravenna

http://www.madraravenna.it/programma-2019/domenica-24-novembre-2019/

Con MADRA, Ravenna città d’arte incontra l’arte della campagna per una festa dei prodotti e dei sapori del territorio. Un’occasione unica per conoscere meglio la campagna e il lavoro degli agricoltori. Un’opportunità da non perdere per scoprire il meglio della terra e le bellezze della città. Un modo, infine, di mettere in comunicazione le attività commerciali, in particolare quelle della ristorazione, con il mondo agricolo. Madra, la Mostramercato Agricolo Domenicale di Ravenna, è un percorso alla scoperta delle eccellenze tipiche locali per valorizzare la cultura enogastronomica del territorio, il tutto immerso in un clima di festa con spettacoli, animazioni e incontri nel centro storico.

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In occasione dell’ultimo mercato domenicale di MADRA del 2019 l’agenzia TUTTIFRUTTI ha organizzato sabato 23 novembre un convegno in Municipio sul tema “Il luppolo. I molteplici impieghi del luppolo dalla cucina all’erboristeria alla birra”.

Relatori l’Assessore alle attività economiche del Comune Massimo Cameliani, Michela Nati della Cooperativa luppoli italiani, Andrea Morelli della Cooperativa Terremerse, Francesco Baldini del Darsenale, Monica Delise di DeliRA e Federico Fabbri di Molino e Birrificio Spadoni.

Erano presenti i ragazzi della V C e V D dell’Istituto di Agraria Luigi Perdisa di Ravenna accompagnati dai loro professori, Eleonora Bargossi, Massimo Fanucci, Giuseppe Benini e Anna Rachele Napolitano.

Dopo un breve messaggio di benvenuto da parte del consigliere regionale Gianni Bessi, Andrea Morelli, Cooperativa TERREMERSE, elenca i dati specifici della sperimentazione in corso sull’agricoltura di precisione in riferimento alla produzione della birra sul nostro territorio.

Dopodiché Michela Nati, la Presidentessa di COOPERATIVA LUPPOLI ITALIANI, interviene raccontando la storia della prima cooperativa romagnola che punta alla coltivazione del luppolo di Romagna e alla certificazione del processo di lavoro attraverso il protocollo blockchain [titolo del programma HOPCHAIN] in partenariato con la nostra startup ROMAGNACHAIN.

Monica Delise, Italian Craft Brewery – DeliRA, invita il pubblico a visitare il birrificio a conduzione familiare situato nella campagna ravennate per toccare con mano le fasi di produzione della loro birra artigianale.

Francesco Baldini , Birra Bizantina – Darsenale, ha esposto le peculiarità della birra artigianale e i vantaggi di bere una birra di qualità.

Federico Fabbri, Molino e birrificio SPADONI, ha specificato i processi di maltazione e descritto i passaggi che devono compiere le materie prime per creare una buona birra.

Più che un convegno è stato un momento di crescita e di apprendimento per molti dei partecipanti a questo evento nella splendida sala del Consiglio Comunale di Ravenna: una formazione che non termina qui, anzi prendendo spunto dalla frase di Michela Nati il lavoro delle contadine e dei contadini è magico: il cibo che abbiamo, le materie prima sono prodotti della terra con l’apporto delle contadine e contadini potrà solo implementarsi e abbracciare le nuove tecnologie blockchain e intelligenza artificiale come asset fondamentali per la ricerca e sviluppo di nuove coltivazioni come il luppolo Made in Romagna.

Seguite i nostri hashtag e lo scopriremo assieme:

#ROMAGNACHAIN

#HOPCHAIN

#IBM #ITALIA #BLOCKCHAIN #MADEINITALY

Sappiamo di essere entrati nell'”era delle fakenews” per questo occorre fare chiarezza di linguaggio per “conoscere” e diffondere messaggi in modo corretto e rispettoso per chi poi leggerà e userà questi dati come informazioni per comunicare con altri “utenti”, o per meglio scrivere, individui.

Sappiamo che esistono più di una blockchain e questo ha comportato un ammasso di informazioni tecniche che hanno prodotto più confusione che altro. Sarebbe, quindi, utile individuare e descrivere quelle che possono essere applicate con praticità alla vita quotidiana o meglio all’attività quotidiana di noi tutti.

E’ notizia di pochi giorni fa che Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato il progetto pilota “La Blockchain per la tracciabilità del Made in Italy”, realizzato in collaborazione con il colosso della tecnologia IBM.

Il progetto è stato presentato durante un evento a cui hanno preso parte il Ministro Stefano Patuanelli e l’Amministratore Delegato di IBM Italia, Enrico Cereda.

Scopo del progetto è la lotta alla contraffazione ed il sostegno ai prodotti Made in Italy. Il focus iniziale sarà sulla filiera del tessile italiano, un settore di grande rilevanza per le imprese del nostro Paese.

Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico, ha dichiarato riguardo all’iniziativa:

Oggi presentiamo i risultati di una prima sperimentazione del MiSE che utilizza la Blockchain e le tecnologie basate sui registri distribuiti. Stiamo lavorando a livello europeo nell’ambito della European Blockchain Partnership al fine di esportare il modello italiano di protezione delle filiere produttive attraverso le tecnologie emergenti. Pensiamo che in questo ambito il nostro Paese possa giocare un ruolo di leader a livello comunitario.”

La fase di sperimentazione avviata in collaborazione con IBM, di cui è possibile leggere maggiori dettagli https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2040469-la-blockchain-per-tutelare-il-made-in-italy punta ad utilizzare la tecnologia blockchain come strumento di garanzia per tracciabilità e trasparenza.

In particolare, il MiSE spiega all’interno del proprio comunicato stampa ufficiale:

Con IBM, la fase di sperimentazione ha quindi prodotto un primo prototipo basato su piattaforma Blockchain, messa a disposizione delle aziende partecipanti via Cloud. Come caso di riferimento è stato scelto quello di un’azienda che emette al suo fornitore un ordine per un lotto di lino, verifica che la fibra sia certificata come biologica e ne realizza delle camicie per un particolare brand.”

Siamo curiosi di conoscere gli sviluppi di questa interessante partnership per attuare un caso studio sullo sviluppo della blockchain applicato sul settore tessile: quale blockchain?

#IBM #BLOCKCHAIN #MADEINTTALY #ROMAGNACHAIN #BLOCKCHAINCOOP

E’ possibile creare oggi in Italia un vero BLOCKCHAIN NETWORK?

Abbiamo conosciuto l’esperto Dottor Sandro Vecchiarelli a Bologna durante un incontro pubblico BLOCKCHAIN NETWORKING EVENT presso il CIRSFID – Centro Interdipartimentale di Ricerca in Storia del Diritto, Filosofia e Sociologia del Diritto e Informatica Giuridica e dopo quella sessione educativa per noi blockchainer di ROMAGNACHAIN si è rafforzata la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta.

Durante la messa a punto del nostro white paper abbiamo deciso di condividere su questa piattaforma le evoluzioni e gli sviluppi di questo progetto di startup innovativo sia per quanto riguarda la modalità operativa cooperativistica che per ciò che concerne l’applicazione del protocollo blockchain integrato con l’ntelligenza artificiale, criptovalute e IoT.

In questa fase siamo alla ricerca di partner che condividono con noi l’idea che il protocollo non sia la panacea di tutti i nostri “mali economici”, ma che rappresenti uno strumento strategico per ritornare ad avere fiducia tra gli attori della grande distribuzione organizzata, e non solo.

Come testimoniano i numerosi annunci relativi alla costituzione di gruppi di lavoro e alla presentazione di proposte di legge volte a disciplinare la materia la blockchain rientra tra le nuove tecnologie sotto stretta osservazione da parte dei Governi di tutto il mondo. In Italia è recente la notizia dell’adesione da parte del Governo dell’accordo europeo di partenariato sulla Blockchain, siglato nell’aprile 2018 da 22 paesi con l’obiettivo di istituire ufficialmente la European Blockchain Partnership ed arrivato a contare, con l’esclusione dell’Italia, 26 paesi. Liechtestein, Francia, Russia, Regno Unito sono al lavoro per introdurre una disciplina della blockchain e delle valute virtuali. Gli Stati Uniti hanno proposto un framework composto da tre distinte leggi.

La nostra cooperativa si basa sul lavoro di professionisti che operano da molti anni per implementare l’applicazione su una blockchain pubblica che, come rammentano A. Bertinotti e K. Bovani nel libro “BLOCKCHAIN il futuro tra le mani – di una rete che con i suoi nodi equivale a miliardi di strette di mano che avvengono solo quando il trasferimento è legittimo onesto e giusto, altrimenti la scoperta dell’errore e dunque della malafede comporta la non validazione della transazione e l’assenza di stretta di mano tra persone, essere umani.

In attesa che ci governa pianifichi una strategia nazionale su tali tecnologie, che si coordini con quella europea, e tenga conto delle peculiarità del nostro Paese, costellato di piccole e medie imprese e cooperative che hanno bisogno di certezza e regole chiare per poter eventualmente esplorare nuovi modelli di business ed attività in tali settori.

Dal sito pubblico della società cooperativa fondata dal Dottor Sandro Vecchiarelli, POMIAGER, si evince che la cooperativa nasce dalla consolidata esperienza di un Team di professionisti specializzati nello sviluppo di soluzioni informatiche innovative e d’avanguardia.
Da oltre 15 anni i professionisti 
Pomiager forniscono soluzioni ICT concrete e personalizzate, in linea con le esigenze espresse dai clienti, per portare le imprese a diventare Industrie​ 4.0.​​​​ L’ottimizzazione delle infrastrutture tecnologiche e la garanzia della sicurezza delle informazioni, rappresentano elementi fondamentali per tutte le Organizzazioni che vogliono essere competitive  fornendo risposte tempestive e concrete alle continue richieste di cambiamento del mercato.
Pomiager traduce le esigenze dei propri clienti in progetti innovativi realizzabili su misura. Tutti i progetti nascono dall’ascolto e dall’analisi degli obiettivi aziendali e da conoscenze sempre aggiornate e all’avanguardia. Pomiager è il partner affidabile e dinamico che garantisce innovazione, qualità e completezza in tutte le soluzioni offerte.

Noi di ROMAGNACHAIN riteniamo che siano questi i partner locali ideali per costruire assieme – con uno scopo mutualistico in un’ottica strategica win win – un vero BLOCKCHAIN NETWORK OPERATIVO.

A 30 anni dalla caduta del muro nasce BOBO il primo telefono basato sulla catena di blocchi

Mentre “XPhone” è il nome del codice interno il suo nome commerciale è BOB” un dispositivo che consente alle persone di partecipare, costruire, utilizzare con un sistema più sicuro, più trasparente: una esperienza digitale collettiva senza soluzione di continuità.

Un prototipo di telefono blockchain di Pundi X “BOB” – “Blok On Blok”.

La blockchain, a portata di mano.

BOB sarà in grado di passare facilmente dalla modalità Android alla modalità blockchain con un clic di un pulsante. In modalità Android, si può contare su BOB come si utilizzano gli smartphone oggi, in esecuzione su Android 9.0

La modalità blockchain – in cui ogni bit di dati inviato tramite BOB – verrà eseguito nella blockchain Function X. Quando un utente invia un messaggio di testo o effettua una chiamata tramite BOB, quel messaggio o chiamata verrà trasmesso attraverso varie azioni eseguite sulla blockchain, piuttosto che attraverso un gestore di telefonia mobile centralizzato. Ciò offre agli utenti il controllo e la proprietà completi sui propri dati.

Sono tutti potenzialmente collegabili.

Ciò è reso possibile attraverso un sistema operativo chiamato f (x), che verrà installato in ogni unità BOB. La tecnologia all’interno di questo sistema operativo assicura che ogni azione eseguita sul telefono sia decentralizzata, il che rende BOB il primo telefonoveramente alimentato a blockchain al mondo.

Inoltre, ogni unità di BOB funzionerà come nodo sulla blockchain della funzione X. Ciò offre ai proprietari di BOB l’opportunità di contribuire alla crescita e allo sviluppo dell’ecosistema Function X e, per questo, alla propagazione della tecnologia blockchain stessa, portandola alla luce del mainstream con un uso maggiore della blockchain ora letteralmente a portata di mano.

Design personalizzabile, casi d’uso infiniti

Con un nuovo nome arriva un nuovo design. Ispirato ai film e fumetti di fantascienza classici preferiti, il design di BOB fonde elementi retrò e futuristici. Ciò rappresenta sia il classico concetto di smartphone sia la tecnologia veramente rivoluzionaria che alimenta BOB. Ogni unità di BOB verrà quindi fornita con un kit di assemblaggio MOD, il che significa non solo che costruirai la tua unità, ma che sarai anche in grado di personalizzare l’aspetto del tuo BOB.

Questa flessibilità nel design si estende anche alla tecnologia interna di BOB. Una volta lanciato sul mercato BOB, l’hardware f (x) e l’hardware BOB saranno pubblicati come open-source per essere compilati e ripetuti da tutti. Questo rafforza la missione di rendere la blockchain più accessibile a tutti dando agli utenti l’opportunità di creare i propri casi d’uso dal sistema operativo f (x).

Nuovo mondo libero di comunicare

In quanto primo telefono veramente decentralizzato al mondo, per noi della community BOB rappresenta la prossima evoluzione dello smartphone e un importante sviluppo o pietra miliare nell’evoluzione di Internet stesso. La custodia non è solo per rendere gli smartphone più potenti o più carichi di funzionalità. Portandolo sulla blockchain si crea un’esperienza mobile e dati più sicura, facile da usare e generalmente nuova, che rinnoverà la fiducia delle persone in Internet.

Per seguire i progressi, è possibile leggere i dettagli sul sito Web ufficiale di Function X all’indirizzo https://functionx.io/#/bob

Oltre i muri. BOB il primo mezzo telefonico decentralizzato.

Chissà cosa sarà inventato grazie alla blockchain a 40 anni dalla caduta del muro!

Noi di ROMAGNACHAIN ci stiamo lavorando.

#oltreBOB

#ROMAGNACHAIN

#SMARTPHONEPERTUTTI

#oltreimuri

#BOBpertutti

#blockchainphone

Dal CIIE 2019 scopriamo VECHAINTHOR pro-blockchain per la supply chain

La piattaforma pubblica VECHAINTHOR VECHAIN ha svelato un nuovo sistema di tracciamento per l’industria alimentare.

In un pubblicato sul blog ufficiale il 7 novembre 2019, la società ha confermato di essere al lavoro sul progetto Foodgates“, insieme al gruppo di certificazione alimentare DNV GL e ad ASI Group.

VeChain “beneficiario diretto” della posizione pro-blockchain

L’annuncio originale è arrivato durante la China International Import Expo (CIIE) in corso a Shanghai.

L’immutabilità delle blockchain pubbliche abbinata ad informazioni verificabili rende questa soluzione davvero unica“, ha commentato il COO di VeChain Kevin Feng.

VeChain ha rivelato che Foodgates è già in azione durante l’importazione di carne francese in CINA per un evento cui hanno partecipato il presidente francese Emmanuel Macron e quello cinese Xi Jinping.

Come segnalato da Cointelegraph, recentemente la Cina si è schierata ufficialmente a favore della tecnologia blockchain, e anche lo stesso Xi ne ha sollecitato l’uso in un discorso a fine ottobre.

Inoltre, la potenza asiatica potrebbe diventare il primo paese al mondo a rilasciare la propria central bank digital currency (CBDC). Dopo le parole di Xi, i media locali hanno iniziato ad informare i cittadini sulle possibili implicazioni legali a cui si va incontro criticando la blockchain o definendo la tecnologia una truffa.

Essendo un provider globale di piattaforme basate su blockchain con risorse significative in Cina ed Europa, VeChain sarà un diretto beneficiario di questo cambiamento rialzista da parte della seconda economia più grande al mondo“, recita il post.

VeChain, la principale piattaforma blockchain pubblica per le imprese, ha partecipato al China International Import Expo 2019 (CIIE) . Tenuto dal 5 novembre al 10 novembre 2019, il CIIE 2019 è un’importante iniziativa del governo cinese per fornire un fermo sostegno alla liberalizzazione degli scambi e alla globalizzazione economica e aprire attivamente il mercato cinese al mondo. L’evento ha attirato più di 3.000 aziende provenienti da oltre 150 paesi e regioni, tra cui 250 delle società Fortune 500 come Qualcomm, Panasonic, LVMH, Samsung e Bombardier.

Nel primo CIIE, VeChain ha presentato varie soluzioni blockchain a potenziali clienti aziendali e funzionari governativi. Quest’anno, insieme al suo partner strategico DNV GL, VeChain ha annunciato una collaborazione tripartita con il Gruppo ASI per avviare la prima soluzione di logistica e commercio transcontinentale alimentata dalla blockchain pubblica VeChainThor per l’industria alimentare e delle bevande chiamata Foodgates . È la prima soluzione nel suo genere in quanto è alimentata da una blockchain pubblica con informazioni verificate e certificate sull’intero ciclo di vita dei prodotti monitorati, come dalla selezione della mucca, la macellazione, l’imballaggio, la spedizione intercontinentale fino ai ristoranti per prodotti a base di carne bovina. L’annuncio è stato fatto il 7 novembre, durante la conferenza stampa organizzata dalFrance France Committee , che appartiene al Mouvement des Entreprises de France (MEDEF) , la principale rete di imprenditori in Francia con oltre 750.000 aziende associate.

Due giorni prima della conferenza stampa, il 5 novembre 2019, il presidente francese Emmanuel Macron ha partecipato alla cerimonia di apertura della CIIE e ha discusso di vari modi per promuovere la cooperazione pragmatica con il suo omologo cinese, il presidente Xi Jinping, in occasione del 55 ° anniversario delle relazioni diplomatiche Cina-Francia. Nel frattempo, il presidente cinese Xi Jinping e la delegazione cinese hanno avuto una sessione di degustazione dell’etichetta Limousin Rouge Beef della promozione Limousin introdotta dal presidente Macron.Questa carne è stata importata grazie alla prima soluzione di logistica e commercio transcontinentale Foodgates, basata sulla blockchain pubblica VeChainThor sviluppata congiuntamente da ASI Group, VeChain e DNV GL. Questo evento è particolarmente significativo dopo che il Presidente Xi ha recentemente abbracciato la tecnologia blockchain e ne ha sollecitato lo sviluppo a livello nazionale in Cina. VeChain, essendo un fornitore globale di piattaforme tecnologiche blockchain con risorse significative in Cina ed Europa, sarà un diretto beneficiario di questo cambiamento rialzista da parte della seconda economia più grande del mondo.

Secondo France 24, la Cina è attualmente il 7 ° partner commerciale più grande della Francia, avendo importato beni francesi pari a $ 24,5 miliardi nel 2018. Il volume degli scambi bilaterali tra Cina e Francia ha superato i 60 miliardi di dollari, raggiungendo un record storico l’anno scorso e continuerà aumentare. I media di proprietà statale cinese Xinhua hanno anche messo in evidenza diverse categorie di esportazioni francesi che stanno assistendo a una crescita rapida, che comprende i prodotti agricoli.

Il Gruppo ASI è specializzato in logistica, catena di fornitura, soluzioni di importazione e commercio globale, fornendo applicazioni a valore aggiunto, soluzioni su misura e coprendo 180 paesi. Ora, ASI Group si unisce a VeChain e DNV GL per combinare le loro attività attuali con la tecnologia blockchain e la garanzia di terze parti per sviluppare la nuova piattaforma Foodgates. Foodgates mira a fornire una piattaforma di fiducia blockchain di livello mondiale, affidabile per acquirenti e consumatori internazionali di prodotti alimentari e bevande di fascia alta, salvaguardando la qualità e la sicurezza dei prodotti. Il 6 novembre Foodgates – piattaforma digitale B2B F&B che collega produttori francesi e acquirenti professionali cinesi – ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la zona di libero scambio pilota Henan per dare il via alla collaborazione per importare prodotti alimentari dalla Francia alla FT

Mathieu Borgé, cofondatore di Foodgates, ha citato il presidente francese Macron, affermando che: “I sapori francesi si abbinano bene al gusto cinese”, aggiungendo “Abbiamo sviluppato una soluzione che collega il meglio dei prodotti francesi agli acquirenti cinesi. Sappiamo che la tracciabilità e l’autenticità sono essenziali quando si tratta di prodotti alimentari e bevande. La nostra piattaforma basata su blockchain ha l’obiettivo di offrire trasparenza e tracciabilità al mercato B2B franco-cinese, consentendo ai produttori francesi di accedere al grande mercato cinese in modo più rapido e sicuro. “

Le competenze Blockchain e il team di sviluppo di VeChain hanno fornito supporto tecnico completo, dal protocollo blockchain pubblico sottostante, contratti intelligenti, le API VeChain ToolChain per l’aggancio ai servizi di consulenza per i sistemi aziendali. Questo approccio agile ma orientato alle esigenze aziendali offre a VeChain enormi vantaggi competitivi nello spazio blockchain aziendale. DNV GL assicurerà che le regole della piattaforma commerciale in scala siano definite per tutti i produttori e i loro prodotti, assicurando che i dati trasparenti e coerenti siano registrati sulla blockchain pubblica di VeChainThor.

“VeChain è impegnata ad adottare la tecnologia blockchain per alimentare l’economia reale ed è stato un privilegio sviluppare congiuntamente questa soluzione di logistica e commercio intercontinentale con ASI Group e DNV GL. L’immutabilità della blockchain pubblica unita a informazioni verificabili rende questa soluzione davvero unica e offre un ulteriore livello di fiducia per i consumatori. Vediamo l’enorme potenziale di questa collaborazione, poiché i prodotti stanno raggiungendo un enorme mercato alimentare in Cina. ”Ha affermato Kevin Feng, COO di VeChain.

Alimentato da VeChain ToolChain, Foodgates offre una vasta gamma di prodotti, tra cui etichette rinomate tra cui The Concours Général Agricole Paris (CGA), Cochon Paysan, Blason Prestige, Qualité Limousine ed Label Rouge. Che vanno dalla carne di manzo e maiale Limousin di Label Rouge al vino Boisset della Borgogna , la soluzione consente agli acquirenti cinesi di acquistare eccellenti prodotti francesi con garanzia totale e trasparente sull’origine, qualità, sicurezza e tracciabilità end-to-end. Inoltre, i produttori francesi potrebbero avere un accesso diretto ed efficiente al mercato cinese, creando un ponte affidabile tra le due estremità.

La blockchain non è una “bacchetta magica” per l’industria alimentare

La tecnologia blockchain ha fatto importanti passi avanti nell’industria alimentare negli ultimi anni. Le aziende si sono impegnate a tracciare praticamente di tutto sostenendo che i ledger immutabili consentono di risparmiare tempo, denaro e aggiungono sicurezza alle supply chain. Tuttavia, alcuni esperti hanno criticato la tecnologia e individuato alcune carenze nei nuovi sistemi.

“Oggi l’anello debole della supply chain non è la blockchain o qualsiasi altra tecnologia: è l’etichetta che viene apposta sulla confezione

Noi di ROMAGNACHAIN lavoriamo per implementare il protocollo pubblico per trovare soluzioni agli attuali bug.

#blockchain #bug #VECHAIN #SUPPLYCHAIN #ROMAGNACHAIN

European Blockchain Partnership per certificare il Made in Italy

La European Blockchain Partnership favorirà la regolamentazione di tutti questi processi, a beneficio dei produttori italiani e di quelli degli altri Paesi europei in un’ottica di interscambio e di tutela del Made In Italy.

Stefano Patuanelli, capogruppo per il Movimento 5 Stelle al Senato nonché Ministro dello Sviluppo Economico del governo Conte II, con uno stile molto social ha pubblicato sul proprio profilo facebook questo articolo che riporto:

nel quale annuncia che all’inizio di novembre 2019 si è concluso il lavoro congiunto tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Team Digitale e l’Agenzia per l’Italia Digitale per definire le priorità di policy della European Blockchain Partnership (EBP).

Le dichiarazioni sono forti e finalmente c’è una presa di coscenza da parte del governo che l’ecosistema blockchain italiano necessità di regole e coordinamento nazionale se si vuole realmente costruire un modello europeo di sviluppo della tecnologia Blockchain dove sia l’Italia a indicare la strada verso il futuro.

Noi di ROMAGNACHAIN siamo attori protagonisti su questo palcoscenico grazie al supporto della LEGACOOP ROMAGNA e di tutti gli operatori che sino ad oggi hanno deciso di aderire al nostro programma sperimentale

Ora dalla sperimentazione passeremo in tempi più rapidi alla tokenizzazione di un processo più sociale che algoritmico.

#ROMAGNACHAIN #BLOCKCHAINPUBBLICA

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#legacoopromagna

Satoshi Nakamoto compie 11 anni

Quest’oggi, 31 ottobre 2019, segna l’undicesimo anno dalla pubblicazione del celebre white papaer di Bitcoin da parte del gruppo di ricercatori informatici conosciuto con il nome di Satoshi Nakamoto.

Le teorie sulla vera identità di Satoshi Nakamoto sono numerose. Nessuno sa se sia un “lui”, una “lei” oppure se si tratti di più persone. In giapponese “satoshi” significa “un pensiero chiaro, veloce e saggio”. “Naka” può significare “medium”, “dentro” o “relazione”. “Moto” può significare “origine” o “fondamento”. Ma non è certo se questi significati siano utili a ricondurre alla persona o al gruppo di persone che ha inventato il sistema Bitcoin.

Inizialmente si pensava che fosse Michael Clear, laureato in crittografia al Trinity Collegema questi ha negato di esserlo. Altri sospettavano di Vili Lehdonvirta, ex sviluppatore di giochi finlandese (ma anche sociologo ed economista), ma anch’egli ha smentito qualsiasi legame con Satoshi.

Adam Penenberg, un professore della New York University, sostiene che dietro il personaggio misterioso ci sarebbero tre persone: Neal King, Vladimir Oksman, Charles Bry. La tesi di Penenberg si basa su una ricerca effettuata su Google di alcune frasi particolari del protocollo bitcoin che riconducono ad una richiesta di brevetto per l’aggiornamento e la distribuzione delle chiavi di crittografia. Il brevetto era stato richiesto proprio da King, Oksman e Bry, i quali hanno negato di avere a che fare con il bitcoin.

Nick Szabo, informatico ed esperto di crittografia, è stato sospettato di essere Satoshi a lungo insieme al collaboratore Laszlo Hanyecz. Entrambi hanno sempre negato con fermezza.

Altri pensano che sia Martii Malmi, uno sviluppatore finlandese, il quale si occupò del Bitcoin sin dagli inizi realizzando anche l’interfaccia utente del sistema. Girano voci anche sul creatore di MtGox, Jed McCaleb, uno statunitense amante della cultura giapponese e residente in Giappone. Altre teorie invece portano a Donal O’Mahony e a Michael Peirce, i quali scrissero un elaborato sui pagamenti digitali nelle piattaforme e-commerce.

Nel 2017, dopo una soffiata di un dipendente di SpaceX, è comparsa l’idea su web che dietro allo pseudonimo si nascondesse Elon Musk, teoria poi smentita dallo stesso imprenditore sul suo account Twitter.

Un documento rivoluzionario per la finanza

Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System” — pubblicato il 31 ottobre 2008 — definiva un protocollo peer-to-peer, decentralizzato e a prova di manomissione, capace di tracciare e verificare transazioni digitali, prevenire casi di double-spending e generare un registro trasparente dei movimenti di denaro, ispezionabile in tempo reale da chiunque.

Il documento delineava un sistema crittograficamente sicuro, basato su un algoritmo Proof-of-Work, nel quali i Bitcoin – BTC – vengono verificati da nodi all’interno di un network decentralizzato in cambio di ricompense. In questo modo sarebbe stato possibile eliminare completamente la necessità di intermediari, come banche o istituzioni finanziarie, per agevolare e verificare le transazioni.

Un apprezzamento del prezzo pari al 304.033.233%

Undici anni dopo l’hash rate del network di Bitcoin, vale a dire la misura della potenza di calcolo complessiva necessaria per confermare le transazioni sulla blockchain, continua ad infrangere nuovi record. Questo mese una ricerca ha inoltre svelato che, dalla creazione in data 3 gennaio 2009 del primissimo blocco sulla blockchain di Bitcoin — conosciuto con il nome di blocco genesi — i miner hanno generato un profitto complessivo di quasi 13 miliardi di euro. Tale cifra comprende sia le block reward — vale a dire i Bitcoin generati automaticamente dal network per premiare gli utenti che confermano i blocchi del network — che le commissioni per le transazioni

Il primo prezzo Bitcoin registrato risale al 17 marzo 2010, sull’ormai defunta piattaforma di trading Bitcoinmarket.com: al tempo il valore di un BTC era di appena 0,003$. A oggi Bitcoin viene scambiato per circa € 8,000 questo significa che, dalla sua nascita ad oggi, il prezzo della criptovaluta è aumentato di un incredibile 304.033.233%!

Ad agosto di quest’anno, è stata minato l’85% dell’offerta monetaria complessiva di Bitcoin: questo significa che nei prossimi 120 anni sarà possibile generare soltanto 3,15 milioni di nuove monete.

Noi siamo convinti che non sarà solo un documento rivoluzionario per la finanza, ma sarà un modello che sarà applicato anche in altri settori produttivi ed economici mondiali.

Per questo motivo noi di ROMAGNACHAIN chiediamo a gran voce che il governo italiano provveda al più presto a regolamentare questo ecosistema non solo gli smart contracts ma certificare i centri di validazione perché tra i blocchi della catena avvengono transazioni e scambi di dati, a due condizioni però: perché la transazione abbia successo deve essere verificata e approvata da tutti i nodi della rete; in secondo luogo, lo storico di tutte le informazioni di una transazione vengono salvate e conservate su ogni singolo blocco della catena. Questo permette di conservare informazioni in modo innovativo e senza “manomissioni”, rendendo inoltre necessaria la creazione di un nuovo blocco per ogni aggiornamento e senza perdere lo storico per ciascuna sovrascrittura.

Centinaia di calcolatori indipendenti sparsi in tutto il mondo funzionano anche da “validatori”, facendo sì che le informazioni scritte in blockchain risultino incancellabili e immodificabili, e dando la massima garanzia di veridicità di ogni dato.

Noi siamo pronti a validare.

https://en.bitcoinwiki.org/index.php?curid=281373

Non solo BITCOIN saranno i TOKEN la vera rivoluzione della blockchain

NON SOLO BITCOIN saranno i token la vera rivoluzione della blockchain

Il punto principale è che Ethereum non è mai stato inteso come un rivale di Bitcoin. Se l’unico utilizzo di Bitcoin è l’acquisto di merce, Ethereum è in verità una piattaforma che consente la creazione di una nuova forma di programmi: le dApps, applicazioni decentralizzate (spesso ma non per forza di tipo finanziario) che sfruttano la blockchain per disintermediare le relazioni che normalmente necessiterebbero l’intervento di qualche autorità centrale (società proprietarie del software, banche, registri pubblici, avvocati, notai), lasciando che sia invece il codice immutabile che governa la blockchain a fare tutto il lavoro.

Un’utopia libertaria che ha attirato le attenzioni di migliaia di progetti, startup e società di ogni dimensione – inclusi alcuni nomi come Intel, Microsoft e Samsung – che hanno sviluppato software su Ethereum. La differenza con Bitcoin, quindi, è che Ethereum ha un “valore intrinseco” molto più evidente: è un network basato sulla blockchain che può essere sfruttato da altre società per costruire a loro volta altri network, creando un’economia di scala di cui beneficia, ovviamente, anche la criptomoneta che funge da “benzina” del sistema.

Ma il cuore di Ethereum non è tanto la criptomoneta, bensì un’altra applicazione strettamente legata alla blockchain: gli smart contracts. “Uno smart contract è un contratto che è in grado di entrare in esecuzione e fare rispettare le proprie clausole senza intervento esterno”, si legge su Mind the Gap. “A differenza di un contratto tradizionale, uno smart contract è scritto in un linguaggio eseguibile da un computer. Come un contratto su carta, può prevedere gli obblighi, i benefici e le sanzioni che sono a carico o a vantaggio delle parti contraenti nelle diverse circostanze. Può però anche ricevere informazioni come input, elaborarle sulla base delle regole definite ed eseguire delle azioni come output”.

Non è un caso che in molti considerino gli smart contracts la vera killer app della blockchain, uno strumento che rende il contratto immutabile e che soprattutto obbliga le parti coinvolte a rispettare i patti, senza alcuna possibilità di truffe, ritardi, malintesi e quant’altro. Inoltre, il fatto che lo smart contract viva su una rete distribuita su migliaia e migliaia di computer rende praticamente inesistente il rischio che il contratto vada perduto, dal momento che ogni nodo ne conserva una copia immutabile.

Il vantaggio è che questi fattori (i programmi, i contratti che regolano gli accordi e la moneta) sono tutti interni alla piattaforma, rendendo il meccanismo resiliente e affidabile (oltre che anonimo e criptato, caratteristiche fondanti della blockchain). Ethereum è quindi una piattaforma molto più complessa dei bitcoin e che consente di fare molte più cose: si possono sviluppare applicazioni che permettono di distribuire energia, di organizzare la pubblicità digitale o di creare un luogo in cui scambiare il potere computazionale non sfruttato dai computer, com’è il caso di Golem. Tutti gli scambi monetari necessari si possono ovviamente eseguire con gli ether e vengono regolati grazie ai “contratti intelligenti”.

“In un sistema centralizzato, per esempio quello di Facebook, c’è un solo punto centrale di controllo e anche di fallimento. Se i server di proprietà di Facebook vanno in down, andrà in down anche il loro sito”, si legge su Motherboard USA. “Ma in un modello decentralizzato, ogni nodo del network è sia un server che un client, il che significa che se anche uno qualsiasi di questi nodi va offline, la piattaforma sarà comunque in grado di funzionare senza difficoltà. Per abbattere completamente il network di Ethereum, si dovrebbero abbattere tutti i 30mila nodi che compongono la rete. E non è qualcosa che è probabile avvenga”.

Gli smart contracts, quindi, consentono di gestire gli accordi tra le parti all’interno di un sistema sicuro e anonimo, rendendo possibile alle dApps una gestione condivisa in termini di proprietà e anche di governance, sfruttando i cosiddetti “token”. I token si possono paragonare alle azioni di un’azienda quotata in borsa: questi vengono venduti dai creatori dei programmi che vivono su Ethereum nel corso degli ICO (initial coin offering), la versione blockchain degli IPO che consente di investire e finanziare le dApps più promettenti. Possedere i token di un programma, però, non consente soltanto di avere parte dei profitti, ma anche di partecipare al processo decisionale.

Secondo molti analisti, sono proprio gli ICO a essere la ragione principale della mostruosa crescita di Ethereum. Nel corso degli ultimi mesi, il loro numero è infatti schizzato alle stelle, e in alcuni casi le società creatrici dei vari programmi (qui trovate l’elenco completo delle dApps sviluppate o in corso di sviluppo) sono riuscite a raccogliere anche decine di milioni di dollari in ether nel giro di pochi minuti. Al di là delle preoccupazioni sul fatto che, alla lunga, tutto questo hype che circonda le dApps possa danneggiare la piattaforma (trasformandola in nulla più che un un metodo per raccogliere soldi), è evidente come abbia fatto radicalmente aumentare la richiesta di ether, e quindi il loro valore.

Quale possa essere il valore finale degli ether non possiamo stabilirlo oggi, ma possiamo intervenire per scoprire sperimentando se questa è la strada più corretta per una cooperativa che vuole applicare il protocollo blockchain non solo sotto il profilo tecnologico, ma principalmente sotto il profilo “umano”: la prima cooperativa al mondo di “blockchainer” che mira a tokenizzare il valore delle competenze e delle conoscenze dei professionisti di questo ecosistema, ancora oggi privo di regole.

Sino ad oggi c’era il SAFER INTERNET DAY da domani vogliamo istituire il BLOCKCHAIN FREE DAY: il 30 ottobre di ogni anno.

Sino ad oggi c’era il SAFER INTERNET DAY da domani vogliamo istituire

il BLOCKCHAIN FREE DAY: il 30 ottobre di ogni anno.

Il Safer Internet Day (Giornata per una rete più sicura in italiano) è una giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi che comporta utilizzare internet istituita nel 2004 dall’Unione europea.

Ricorre il secondo giorno della seconda settimana del mese di febbraio di ogni anno. A livello comunitario, l’iniziativa è coordinata dalla rete Insafe. Nei singoli Paesi membri dell’UE, le iniziative volte a promuovere un uso consapevole della rete fanno capo ai rispettivi Safer Internet Center nazionali. In Italia, tale funzione è svolta dal progetto Generazioni Connesse coordinato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che dal 2012 unisce in un Consorzio l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, l’agenzia stampa DIRE, la Cooperativa E.D.I., l’Università La Sapienza di Roma, l’Università degli Studi di Firenze, il Movimento Difesa del Cittadino. Gli attori coinvolti sono quindi: famiglie e imprese, istituzioni dello Stato e Organizzazione non governative.

Tra le iniziative del Safer Internet Day rientrano convegni, concorsi a premi e campagne di sensibilizzazione incentrati su temi legati al cyberbullismo, alla pedopornografia e pedofilia on-line, al sexting, alla perdita di privacy ma anche alla dipendenza da videogiochi e a uno stile di vita eccessivamente sedentario o al rischio di isolamenti, soprattutto tra gli utenti più giovani.

Per il 2020 si prevede che il termine più ricercato dai motori di ricerca sarà “BLOCKCHAIN”:il protocollo blockchain è diventato famoso grazie al successo planetario riscosso dalle criptovalute. Questo libro mastro digitale distribuito (Distributed Digital Ledger) ha già dimostrato di avere molti vantaggi in quanto può conservare le registrazioni di tutte le transazioni di dati o denaro effettuate tra due controparti in modo sicuro, immutabile e trasparente.

Per gli addetti ai lavori come noi di ROMAGNACHAIN prevediamo che questa tecnologia sarà implementata in modo orizzontale su vari settori industriali e rivoluzionerà i processi aziendali tradizionali.

In modo orizzontale non solo economicamente parlando, ma noi riteniamo anche dal punto di vista sociale.

La blockchain modificherà il classico modello di business, consentirà infatti alle banche di ridurre l’eccessiva burocrazia, condurre transazioni più rapide a costi inferiori e migliorare la protezione della sfera personale del cliente.

Inoltre, la blockchain potrà essere utilizzata per lanciare nuove criptovalute che saranno regolate o influenzate dalla politica monetaria. In questo modo, le banche cercheranno di ridurre il vantaggio competitivo delle criptovalute indipendenti ed ottenere un maggiore controllo sulla politica monetaria.

Indubbiamente, la tecnologia blockchain in futuro influenzerà ogni aspetto delle aziende, ma questo è un processo graduale che richiede tempo e pazienza. Gartner prevede che la maggior parte delle aziende tradizionali terranno d’occhio la tecnologia blockchain, ma non pianificheranno alcuna azione, in attesa che si presentino dei casi di successo d’implementazione della tecnologia: e noi a livello teritoriale possiamo già confermare questa tendenza che alcune aziende romagnole hanno adottato.

Il motivo di questo fenomeno è rappresentato dal fatto che le imprese tradizionali necessitano di più trasformazione per l’implementazione della blockchain rispetto alle imprese neo-costituite. La prospettiva è quella che solo il 10% delle aziende tradizionali raggiungerà una trasformazione radicale con le tecnologie blockchain entro il 2023.

Secondo noi nel 2020 possiamo aspettarci che i governi accetteranno finalmente i benefici della blockchain e cominceranno ad utilizzarla per migliorare servizi finanziari e servizi pubblici. Anche se alcune startup blockchain non avranno successo, la gente maturerà esperienza e conoscenza su come utilizzare questa tecnologia. La blockchain stimolerà le persone ad acquisire nuove competenze, mentre il business tradizionale dovrà riconsiderare completamente i propri processi.

Ritengo che nel complesso, il 2020 ci riserverà diversi casi di successo d’implementazione della tecnologia blockchain.

E noi abbiamo deciso di essere agenti di questo cambiamento perchè vogliamo condividere un’idea nuova di modello di business basato sui valori umani dove al centro c’è la persona e attorno a lei si crea il network, i cosiddetti “nodi” che permettono la creazione della nuova rete valoriale.

I valori fondamentali della vita umana formano il mondo interiore di ciascuno di noi ed indicano il corretto impiego delle risorse mentali, intellettive e spirituali in ognuno contenute. Questi princìpi che alcuni definiscono valori ETICI sono propri di ogni essere umano in quanto tale. L’essere umano, dentro di sé, possiede tutti gli strumenti necessari per comprendere ciò che è bene e distinguerlo da ciò che è male. Noi siamo agenti di un nuovo “rinascimento economico”, dove tutti gli imprenditori possono entrare passando attraverso una metamorfosi che parte dal proprio essere per scorgervi i valori veri, il perché del lavoro agito esige impegno, sincero spirito di ricerca, coraggio e volontà. E’ un tesoro nascosto proprio dove siamo meno disposti a cercare. Dentro noi. Per trovare e scoprire il valore rivoluzionario della blockchain occorre applicarsi con pensiero puro, elevato. Occorre una visione chiara delle cose e ricerca per la verità così da alimentare i sottili canali della conoscenza.

Occorre AGIRE.

Per CONOSCERE.

La conoscenza è innanzitutto esperienza consapevole.

Per questo motivo vogliamo condividere con tutti gli agetni del cambiamento quesa nostra idea di istituire il BLOCKCHAIN FREE DAY dal 30 ottobre 2020, giorno dopo il safer internet day, come giornata mondiale per una blockchain libera.

La blockchain è come internet: sarà rivoluzionaria solo se libera (e basata sui bitcoin). Ma purtroppo ancora oggi non tutti la pensano come noi. Il paragone con internet racconta le potenzialità di questa tecnologia. Scrive Kalla: “Se c’è una cosa che il web ci ha insegnato è che le tecnologie innovative sono spesso costruite da protocolli aperti, grazie ai quali tutti possono contribuire senza badare a grandezza e influenza”. I modelli positivi come Google, diventato gigante non per aver tentato di controllare il web ma per avergli dato un ordine. I modelli come Aol, uno degli attori che, verso la metà degli anni novanta, provò la strada di una rete “privata” fallì.

Secondo Kalla, succederà la stessa cosa a quelle banche e a quei consorzi che si sono avvicinate alla blockchain per farne una tecnologia privata. Le potenzialità della blockchain sono ancora da esplorare. Ma sono chiare: consentirebbero, tra le altre cose, di inviare informazioni in modo rapido, sicuro e poco costoso.

Quello che Kalla vorrebbe è “concentrare gli sforzi per superare i limiti”.

All’interno della community c’è un ampio dibattito che dura da anni. E gli inviti ad estendere il limite dei blocchi non mancano. Ma Kalla guarda oltre la community per rivolgersi ai grandi gruppi privati. E non per un piacere personale, ma perché solo così le aziende potranno sfruttare appieno le potenzialità della blockchain. Questo non significa cassare le iniziative private. Ma ridimensionare la loro portata. Potrebbero essere delle utili intranet, ma non saranno mai il web.

Dietro questo dibattito no c’è solo un’idea differente di blockchain ma anche una differente visione del mondo politica ed economia. In fondo gli elementi alla base della discussione – la velocità delle transazioni, la scalabilità, la profittabilità della blockchain sono oggi una realtà. Lo scontro si crea a valle. Perché la selezione all’ingresso e il controllo centralizzato, individuati da Buterin come plus, per altri equivarrebbero alla morte della blockchain.

Così gli stessi elementi di base portano a conclusioni molto diverse. Per Kalla, con l’aiuto delle banche “la blockchain pubblica diverrebbe più robusta e scalabile per un uso globale. Non accadrò tutto nel 2020 ma la storia suggerisce che le tecnologie aperte vincono sempre contro un approccio che guarda solo al proprio giardino.

Buterin sostiene invece che “in alcuni casi pubblico è meglio; in altri alcuni gradi di privatizzazione sono necessari. Il dibattito nella community è sempre quello da anni: PRIVATA o PUBBLICA o un ibrido che rinuncia ad alcuni principi in nome della funzionalità?

Noi di ROMAGNACHAIN sosteniamo la tesi che senza in-formazione condivisa non arriveremo mai ad una vera risposta per tutti. L’idea di istituire la BLOCKCHAIN FREE DAY come una giornata internazionale di sensibilizzazione per una rete dei blocchi libera! Ogni anno il 30 ottobre si organizzano in ogni stato coinvolto nella blockchain eventi e iniziative volte a promuovere un uso libero e pubblico del protocollo blockchain e fanno capo alle singole community locali che condividono l’idea di una blockchain libera e pubblica e che ogni giorno si adoperano e agiscono per diffondere il consenso condiviso di un registro pubblico distribuito.

In questa giornata innovatori, gli informatici, startupper, blockchain evangelist, in particolare i movimenti di professionisti tecnologici come i Legal Hackers – movimento globale di avvocati, politici, progettisti, tecnologi e accademici che esplorano e sviluppano soluzioni creative per alcune delle questioni più urgenti nell’intersezione tra diritto e tecnologia – si mostrano ed escono allo scoperto per condividere le scelte e gli sviluppi di una tecnologia in continua espansione e perenne implementazione. Attraverso incontri locali, hackathon e workshop sono analizzati pubblicamente problemi e opportunità in cui la blockchain può migliorare e informare la pratica della legge economica e sociale e dove la pratica legale e la politica possono adattarsi alla tecnologia in rapido cambiamento.

Siamo esploratori del futuro tecnologico.

Siamo degli agenti del cambiamento.

Siamo tutti blockchainer pubblici per un giorno.

Sosteniamo il BLOCKCHAIN FREE DAY !

Invia la tua adesione a blockchainfreeday@gmail.com

REGOLE PER LA BLOCKCHAIN A SAN MARINO E MALTA – E NOI IN ITALIA?

La Repubblica di San Marino ha annunciato l’apertura del Registro degli Enti Blockchain, invitando tutte le aziende operanti nel settore dei registri distribuiti a fare domanda per ottenere una certificazione da parte dell’Istituto per l’Innovazione.

Prima di San Marino – alla fine del 2018 – a Malta sono entrate in vigore tre leggi che hanno sancito un quadro normativo che regolamenta la Blockchain, le criptovalute e la tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology) confermandosi, così, Paese capofila al mondo nella certezza giuridica in questo ambito. Trattandosi di uno Stato membro dell’Ue, la speranza per gli investitori di tutto il mondo era che questa “ondata regolatoria” potesse attecchire anche nell’Unione, spingendo altre nazioni a seguire l’esempio virtuoso di Malta.

Ma dopo quasi 2 anni molti Stati compresi il nostro stanno a guardare, oppure approvano emendamenti per dar valore legale alle “tecnologie basate su registri distribuiti come la Blockchain” e fornire le prime definizioni di smart contract: in altre parole dare la possibilità di dare un valore giuridico a una transazione che sfrutti un registro elettronico distribuito e informatizzato, senza passare da notai o enti certificatori centrali. Ma senza progettare un programma a lungo termine che ponga le basi per regolamentare un pubblico utilizzo di un protocollo condiviso di cui non si conoscono ancora tutte le potenzialità.

Il Registro degli Enti Blockchain comprenderà unicamente soggetti che rispettano pienamente le regole del settore e riusciranno a superare il severo processo di due diligence dell’Istituto, garantendo in questo modo la trasparenza, la qualità e il buon posizionamento sul mercato di tutte le aziende registrate.

L’Istituto condurrà inoltre un’attività di supervisione costante nei confronti dei soggetti riconosciuti: per poter rinnovare la propria licenza, ogni anno le compagnie facenti parte del Registro degli Enti Blockchain dovranno infatti superare nuove verifiche e controlli.

In un periodo storico in cui la parola discontinuità sembra guidare le strategie di sviluppo e le nuove tecnologie si pongono come l’unico strumento per innovare i propri modelli di business, la visione, l’etica e la morale diventano un altro ingrediente fondamentale a far sì che l’innovazione non sia unicamente uno strumento di profitto ma che intervenga per migliorare la qualità della vita, creare un ambiente più sano, rendere più efficienti i processi organizzativi delle imprese.

Inoltre, l’apertura del Registro degli Enti Blockchain, iniziativa già annunciata con il Decreto Delegato,  ora pronta per il lancio ufficiale, è stata il frutto  di mesi intensi di lavoro in cui l’Istituto di concerto con il Comitato Scientifico ed il Consiglio di Amministrazione si è adoperato per la stesura ed approvazione di  specifici regolamenti di settore.

L’interesse di investitori esteri è stato molto alto negli ultimi mesi e siamo fiduciosi che questo progetto avrà un impatto positivo su tutto il tessuto economico della Repubblica, considerati gli interessanti vantaggi per tutti gli operatori riconosciuti che potranno agire in un framework legislativo con regole chiare e definite.

Il riconoscimento, infatti, consentirà un dialogo rapido e lineare con tutti gli stakeholders pubblici e privati, grazie all’attività di catalizzatore dell’Istituto, che promuove la realizzazione e la concretizzazione di sinergie tra settore pubblico e privato sul territorio.

A giugno Nicola Selva e Michele Muratori, i Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, un decreto governativo riguardante l’utilizzo della tecnologia blockchain da parte delle aziende, dimostrando la volontà della Repubblica di San Marino di abbracciare e regolamentare la tecnologia blockchain.

A San Marino esiste un Istituto per il riconoscimento come ENTE BLOCKCHAIN

Chiunque operi in Blockchain può fare domanda all’Istituto per il riconoscimento come Ente Blockchain. Il Decreto stabilisce che gli Enti Blockchain possono essere società o altri enti dotati di autonoma personalità giuridica che si avvalgono di sistemi blockchain, residenti:

  • Nella Repubblica di San Marino.
  • In un paese membro dell’Unione Europea.
  • In un paese extra-comunitario che non sia classificato come Paese ad alto rischio e sia ritenuto idoneo dalla normativa vigente nella Repubblica di San Marino.

A San Marino diventare Ente Blockchain significa: 

  • Avere accesso in via prioritaria alle procedure di autorizzazione di emissione di token, sotto la giurisdizione della Repubblica di San Marino.
  • Ottenere l’iscrizione al Registro Blockchain e l’inclusione nella lista (listing) dei soggetti compliant rispetto alle regole di settore sul sito internet dell’Istituto.
  • Ottenere una valutazione ufficiale sul proprio profilo avendo superato i processi di due diligence da parte dell’Istituto.
  • Assicurare i propri stakeholder grazie ad una reportistica costante dello stato di avanzamento del progetto e del mantenimento dei requisiti con il costante monitoraggio e supervisione da parte dell’Istituto degli Enti Blockchain iscritti al Registro.
  • Gli Enti Blockchain hanno un trattamento dedicato, sia in termini di costi sia in termini di esclusività della risposta ufficiale da parte dell’Istituto.
  • Entrare a far parte di un ecosistema virtuoso, in cui i progetti e le realtà imprenditoriali vengono premiate e valorizzate per la qualità dei team e delle caratteristiche tecniche e progettuali della propria iniziativa imprenditoriale.

E’ questa la strada da seguire per regolamentare un protocollo che si basa sulla fiducia tra le persone che lo utilizzano?

Siamo curiosi di vedere e di agire per conoscere quale siano le tendenze di questo Stato che si è accorto del valore di questo protocollo e delle potenzialità ancora non espresse.

#ROMAGNACHAIN #CHAINEWS

la blockchain cooperativa

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L’applicazione della blockchain che andremo a proporre almeno inizialmente consiste nello sviluppo di smart-contracts per la rete Ethereum. Una rete blockchain estremamente vasta e diffusa dove i dati sarebbero molto più sicuri ed in pratica immodificabili.

Si tratterebbe quindi di una blockchain pubblica, in quanto sviluppare una blockchain privata con un numero iniziale molto limitato di nodi offre meno garanzie per la corretta conservazione dei dati. Infatti le transazioni vengono validate da questo sistema attraverso la rete peer-to-peer di nodi dislocati per il pianeta che in maniera anonima processano le transazioni attraverso i loro server collegati (utilizzando il sistema crittografico delle 2 chiavi pubblica/privata), ricevendo in cambio “ricompense” in criptomonete. Per quanto riguarda il costo delle singole transazioni, questo sarebbe da pagare in criptovaluta interna alla blockchain (in questo caso ETH).

A questo proposito, al momento, stiamo studiando alcune possibili soluzioni tecniche per limitare al massimo il costo delle singole transazioni, ad esempio accorpando in un’unica transazione tutti i prodotti appartenenti allo stesso lotto e facendo poi corrispondere ai diversi codici riportati sulle singole confezioni del lotto le stesse informazioni rispetto alla transazione comune.

Lo statuto e le regole etiche della cooperativa saranno il cardine fondamentale per far sì che le prerogative di trasparenza e democrazia della tecnologia blockchain si riflettano sulla cooperativa in un mutuo scambio. In secondo luogo parimenti vi sarà necessità di una piena corrispondenza tra il dato digitale (transazione blockchain) ed il dato reale (effettiva consegna di merce proveniente dal luogo indicato prodotta nel modo indicato). A far fronte a questo ci saranno i controlli sul flusso dati ed i controlli a campione sulle transazioni effettuati da soci stessi della cooperativa.

Va inoltre data importanza ad alcuni punti fondamentali: la blockchain così come la cooperativa saranno ovviamente decentralizzate dove ogni socio avrà pari diritti e potere all’interno di una vera struttura democratica. Tuttavia così come la cooperativa nell’ambito dei procedimenti indicati da statuto e regolamenti interni indicherà taluni soggetti con particolari compiti e funzioni specifiche, allo stesso modo faranno i nodi interni alla rete blockchain della cooperativa.

Infatti periodicamente verranno designati alcuni nodi con funzionalità ampliate rispetto agli altri nodi, tuttavia le loro competenze nella blockchain digitale verranno designate dalle decisioni prese dalla cooperativa in sede democratica.

La nostra idea di blockchain è quella dell’utilizzo della tecnologia per realizzare una cooperativa 4.0 basata sulla fiducia e sulla validazione delle azioni delle persone e delle macchine che saranno utilizzate per questo progetto Human to Human.

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Il 2020 sara’ l’anno dell’interoperabilità tra le blockchain: é ciò che abbiamo imparato a MARCA a Bologna

Il  2020 sara’ l’anno dell’interoperabilità tra le blockchain: é ciò che abbiamo imparato a MARCA a Bologna.

Dal workshop organizzato in questi giorni a MARCA 2020 a Bologna BLOCKCHAINplaza emergera’ come protocollo di comunicazione dal mondo un tempo oscuro delle criptovalute, divenendo una soluzione aziendale per la risoluzione di problemi. Questo significa che non sarà necessario operare nel settore dei servizi finanziari per cercare professionisti esperti con esperienza e competenze nell’uso del protocollo blockchain.

Tutti gli operatori economici dell’ecosistema cooperativistico preso come campo di azione da parte di ROMAGNACHAIN  – in qualità di primo centro di interoperabilità cooperativo regionale tra blockchain – dovrebbero familiarizzare con il funzionamento e il valore rivoluzionario del protocollo blockchain, con i potenziali benefici da essa offerti e con gli individui più adatti per supportare le cooperative  ad esplorare questo innovativo strumento di transazione economica basato sulla validazione dei dati lungo la catena di distribuzione.

Come noi ci sono altri che in questi anni hanno sperimentato e implementato proof of Concept con protocolli di comunicazione basati su registri distribuiti pubblicamente: noi abbiamo scelto di focalizzarci sulla valorizzazione delle materie prime eccellenze del nostro territorio partendo dalla cultura del luppolo Made in Romagna.

Ci sono modelli di piattaforme già testate che nel 2020 saranno rese pubbliche a dimostrazione del livello di sviluppo e di interoperabilità raggiunto sino ad oggi dal protocollo di comunicazione più rivoluzionario dalla nascita di internet.

Alcuni esempi come Ant Financial, consociata finanziaria del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba, che questo mese lancerà una piattaforma per le imprese “Ant Blockchain Open Alliance”.

Jiang Guofei, vicepresidente di Ant Financial Group nonché presidente del gruppo imprenditoriale di Ant dedicato allo sviluppo di tecnologie smart, ha svelato in questi mesi che la versione beta del network è operativa sin da novembre dello scorso anno, e pertanto la chain sarà pienamente funzionante già al lancio.

Quella di Ant Fianancial Group rappresenta uno dei modelli internazionali molto simile alla nostra piattaforma ideale destinata al network per le cooperative del mondo agro-alimentare di materie prime di eccellenza romagnola.

La nostra idea come per Ant Blockchain é quella di realizzare entro pochi anni la prima alliance chain del mondo delle cooperative aperta, consentendo a tutte le cooperative del nostro territorio, quindi coinvolte nella piccola distribuzione organizzata e singoli sviluppatori di approcciarsi al mondo della blockchain e di lanciare le specifiche applicazioni con costi ridotti rispetto al mercato internazionale.

Gueofei aveva annunciato Ant Blockchain già nel settembre del 2018, descrivendo il progetto come un modo per aprire le tecnologie interne dell’azienda ad un pubblico più ampio:

“Negli ultimi due anni, Ant Financial ha lavorato su due aspetti della blockchain. Da una parte ha migliorato la tecnologia, e dall’altra sta tentando di renderla aperta per accelerare la commercializzazione di applicazioni blockchain.”

Quello stesso settembre Ant Financial ha lanciato la sua piattaforma blockchain-as-a-service, dopo aver testato nelle Filippine la funzione di rimesse internazionali tramite blockchain nel corso dei mesi estivi.

A novembre dello scorso anno il Senior director of technology and business innovation di Ant ha annunciato l’inizio della fase di beta testing della Ant Blockchain Open Alliance, spiegando che non si tratta in realtà di una piattaforma completamente aperta, perché concordiamo con lui che per quanto riguarda la selezione degli operatori dei nodi occorre affidarsi al livello di conoscenza e di operabilità nel settore della piccola distribuzione organizzata. Per formare  un value network credibile è necessario creare oltre ad un nodo di consenso anche un’approvazione autorevole determinata dallo storico aziendale sul livello di ricerca e sviluppo di quelle pratiche legate alla sostenibilità e trasformazione digitale di una cooperativa nell’era di “internet of farming”.

Entro pochi anni sarà necessario creare un network funzionale per ampliare il proprio grado di coinvolgimento nello sviluppo globale del protocollo blockchain portando la ricerca in breve termine a sviluppare anche altri protocolli rivoluzionari come la tecnologia Zero-knowledge proof (ZKP).
Noi siamo pronti per farvi entrare nel futuro: siamo i vostri costruttori di un presente-futuro.

Torniamo da Bologna con la consapevolezza che il prossimo anno questa startup potrà fornire dimostrativi ad altri operatori del mercato per migliorare le condizioni e lo stato dell’economia agro-alimentare della nostra terra di Romagna.
#marca2020 #bolognablockchain #interoperabilita #ROMAGNACHAIN

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